“Uno sguardo attraverso” il nuovo libro di Alessandro Gatta

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Sono pochi gli sguardi che attraversano, ma ce ne sono alcuni che sanno andare oltre le cose, le persone, le vite. Arrivano dritti all’anima, sanno cogliere aspetti e sfumature che altrimenti sarebbero dimenticati, tralasciati. E ci sono persone, in questo caso personaggi veri e propri, come Alessandro Gatta, che dell’osservazione profonda, riescono a farne una ragione di vita.
Conduttore, giornalista, inviato per più di 20 anni con la Rai e da qualche anno anche scrittore, Gatta ha attraversato molte vite, dapprima intervistando famosi cantanti nazionali e internazionali, poi spingendosi oltre i limiti dell’esplorazione umana, frugando nel disagio e nelle dipendenze che ci sono, e sono forti, anche e soprattutto nel mondo patinato e dorato dei personaggi famosi del jet set, che lui ha incontrato nel suo percorso professionale e umano: “Schiavi per non morire- le dipendenze nel mondo del jet set” è il suo principale libro su questo tema.
E’ seguita nel 2014 la biografia “Sophia Loren: la forza di un sogno”, un viaggio inedito ‘attraverso’ un’altra vita, quella della nota Diva italiana. E lo ha fatto ancora una volta ‘andando oltre’, frugando con mani di nuvola nella ‘donna’ Sophia, nella sua vita privata, nelle sue lettere, tra i racconti e le testimonianze delle persone che la circondano.
Come in tutte le vite dei grandi personaggi, anche il percorso professionale di Alessandro Gatta va di pari passo con il suo personale percorso umano e spirituale. Il suo è un saper vivere a vari livelli di percezione e comunicazione, un fluttuare ‘dalle stelle alle stalle’: dal mondo patinato e glamour delle star, fino ai dolori più grandi, alle ferite mai sanate, alle lacerazioni inespresse. Sempre col sorriso. E’ lì che ora batte il suo cuore, nel disagio e nel potere lenitivo della parola.
In questi giorni è uscito il suo nuovo libro: “Uno sguardo attraverso”, un romanzo epistolare. Ancora una volta troviamo il suo sguardo attento, che ha saputo attraversare l’anima di una donna incontrata per caso ad una mostra fotografica a Londra, dedicata alla condizione delleSpose bambine nello Yemen”, così intitolava, che preferiscono bruciare vive, piuttosto che andare spose a uomini adulti che non vogliono e che abusano di loro. Quella mostra ha colpito profondamente sia Alessandro, sia una giovane e brillante donna incontrata per caso in quel luogo, divenuta poi la protagonista del suo romanzo con il nome di Giovanna (poi Alison). Anzi, per Alison è stato come un “pugno nello stomaco”: lei in quell’occasione ha rivissuto il suo stupro. Ma il racconto non rappresenta un dramma, quanto piuttosto un percorso interiore di una persona disagiata e violata, che conduce una vita del tutto normale. Tutto parte dunque da questa mostra e dai racconti di questa donna: anche il personaggio Alison parte da qui. La protagonista inizierà poi a cambiare il suo stile di vita, volgerà il suo sguardo dentro di sé, rivivendo tutte le emozioni che aveva seppellito per anni, cambierà più volte città, cercherà di capire se stessa e la condizione di tante donne nel mondo, studiandole, approfondendo i loro drammi. E non sempre ci riuscirà. Perché il suo mondo è confuso.
La storia è raccontata attraverso lo scambio epistolare con un’amica immaginaria e rappresenta una testimonianza di come una donna possa vivere un abuso a livello interiore, conducendo apparentemente una vita normale.Non ci sono rivoluzioni estreme” spiega Gatta, “non ci sono effetti a sorpresa o momenti scioccanti solo grande senso di libertà, poesia, sincerità. Questo è lo spirito del diario di Alison che ho raccolto e cercato di non snaturare, lasciando tutte le contraddizioni e le imperfezioni”.
Un prodotto autentico quello di Alessandro Gatta, nel quale l’unico filtro è rappresentato dalla pioggia, che Alison ama sopra ogni cosa. La ritroviamo spesso durante le sue passeggiate nei borghi di Londra, nei cimiteri abbandonati, nei parchi dimenticati. La pioggia la tocca con delicatezza, sfiora la sua anima facendole ricordare “quanto siamo fragili”. “Alison – Giovanna, non è laureata, non ama leggere, non ama il cinema, non ama la musica, odia le mostre, odia gli italiani, odia gli inglesi, odia tutti.”spiega Gatta- “Poi si alza una mattina e ama le stesse persone e le stesse cose che ha odiato per anni! Pazzia? Paura? Solitudine? Forse. Alison non ha mai seguito schemi, non è mai andata a votare, non è iscritta sui social, non ama le convenzioni. Spero di non aver disegnato un “profilo psicologico”, ma di essere riuscito a catturare le percezioni di questa adulta – bambina, nelle quali altri “esseri umani”, che vivono situazioni dolorose, possano identificarsi. Vorrei ricordare loro che nessuna disperazione è così assoluta da non lasciar spazio a uno spiraglio di luce!”.
Uno spaccato di vita londinese, dove l’autore ha trascorso molti anni e dove il suo occhio attento e curioso lo ha portato ad incontrare anche diverse persone disagiate le cui storie lo hanno colpito: la meravigliosa modella che pulisce i bagni della metro o Cinzia, la barbona di Richmond, una ricca donna che viveva tra i cartoni della metropolitana e il suo attico.
Alessandro Gatta parla della fragilità come di un fatto normale e il suo volerdar voce a chi voce non ha”, lo ritroviamo non solo nel suo libro, ma anche nella sua nuova attività professionale, che porta avanti con diverse associazioni a Roma e in Italia: corsi di vocalità con persone disagiate o portatori di handicap. Un nuovo percorso di grande utilità sociale e di enorme soddisfazione personale.

di Stefania Taruffi

Alessandro Gatta, “Uno sguardo attraverso”, EPUB, 2016

 

Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

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