Leonardo da Vinci, in mostra a Napoli i “Salvator Mundi”

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E’ stata inaugurata a Napoli, al Complesso Monumentale Donnaregina presso il Museo Diocesano di Napoli, diretto da Don Adolfo Russo, la mostra dal titolo “Leonardo a Donnaregina – I Salvator Mundi” e rimarrà aperta al pubblico fin al prossimo 31 Marzo 2017. Una grande mostra dedicata al grande genio di Leonardo da Vinci, in particolar modo dedicata all’opera “Salvator Mundi“; l’intero percorso è stato studiato dal maggior esperto del genio leonardesco, il prof Carlo Pedretti, attualmente direttore dell’Armand Hammer Center for Leonardo Studies presso l’Università della California (U.C.L.A.).

 Gli enti promotori della mostra sono l’Arcidiocesi di Napoli, il Museo Diocesano, la Regione Campania con il patrocinio di MiBACT – Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, F.E.C. Ministero dell’Interno, il Comune di Napoli e la Città Metropolitana di Napoli.
 
Per info:
museodiocesanonapoli.com
tel. 081 557 13 65
Largo Donnaregina, Napoli
 

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

One Comment

  1. massimo ravecca
    23 gennaio 2017

    Come lo specchio magico della matrigna di Biancaneve ci indica il più bello del reame, così il volto della Gioconda ci rimanda a quello di Leonardo da Vinci. Il volto femminile del dipinto conservato al Louvre è sovrapponibile all’Autoritratto di Leonardo conservato a Torino. Ma ancora più inconsciamente per il professore Mario Alinei, richiama l’immagine del lutto, tramite la rappresentazione di una giovane donna morta con gli occhi aperti come se fosse viva, nascosta dalla bellezza ancora presente della persona raffigurata. Per ultimo, un rimando subliminale al volto sindonico, come apparve nel negativo fotografato nel 1898 per la prima volta. Anch’esso somigliante con quello dell’Autoritratto di Leonardo da Vinci conservato a Torino. Dove la Sindone di Torino è l’Autoritratto o il ritratto di un Uomo vivo ritratto come morto. Questa sarebbero le ragioni profonde del fascino del dipinto e dell’iconoclastia a cui è stato sottoposto nello scorso secolo. L’immagine della Gioconda è diventata un’icona, quasi un volto archetipo. Ma di volto archetipo ne esiste solo Uno. Cfr. ebook/kindle. La Gioconda: uno specchio magico.

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