I 50 anni di Kurt Cobain. Il ricordo in una playlist

Oggi Kurt Cobain, il leader dei Nirvana e poeta maledetto del grunge, avrebbe compiuto 50 anni. Il 5 aprile 1994 Kurt si suicidò nella sua casa sul Lago Washington. L’autopsia successivamente confermò che la morte di Cobain fu causata da un colpo di fucile autoinflitto alla testa. Gli esami tossicologici rilevarono inoltre un’altissima dose di eroina nel suo sangue, circa 1,52 milligrammi per litro al momento del suicidio, e presenza di Valium.

Questo il testo della lettera scritta a mano che fu ritrovata vicino al suo corpo:

Vi parlo dal punto di vista di un sempliciotto un po’ vissuto che preferirebbe essere uno snervante bimbo lamentoso. Questa lettera dovrebbe essere piuttosto semplice da capire.

Tutti gli avvertimenti della scuola base del punk-rock che mi sono stati dati nel corso degli anni, dai miei esordi, intendo dire, l’etica dell’indipendenza e di abbracciare la vostra comunità si sono rivelati esatti. Io non provo più emozioni nell’ascoltare musica e nemmeno nel crearla e nel leggere e nello scrivere da troppi anni ormai. Questo mi fa sentire terribilmente colpevole. Per esempio quando siamo nel backstage e le luci si spengono e sento il maniacale urlo della folla cominciare, non ha nessun effetto su di me, non è come era per Freddie Mercury, a lui la folla lo inebriava, ne ritraeva energia e io l’ho sempre invidiato per questo, ma per me non è così. Il fatto è che io non posso imbrogliarvi, nessuno di voi. Semplicemente non sarebbe giusto nei vostri confronti né nei miei. Il peggior crimine che mi possa venire in mente è quello di fingere e far credere che io mi stia divertendo al 100%. A volte mi sento come se dovessi timbrare il cartellino ogni volta che salgo sul palco. Ho provato tutto quello che è in mio potere per apprezzare questo (e l’apprezzo, Dio mi sia testimone che l’apprezzo, ma non è abbastanza).

Ho apprezzato il fatto che io e gli altri siamo riusciti a colpire e intrattenere tutta questa gente. Ma devo essere uno di quei narcisisti che apprezzano le cose solo quando non ci sono più. Io sono troppo sensibile. Ho bisogno di essere un po’ stordito per ritrovare l’entusiasmo che avevo da bambino. Durante gli ultimi tre nostri tour sono riuscito ad apprezzare molto di più le persone che conoscevo personalmente e i fan della nostra musica, ma ancora non riesco a superare la frustrazione, il senso di colpa e l’empatia che ho per tutti. C’è del buono in ognuno di noi e penso che io amo troppo la gente, così tanto che mi sento troppo fottutamente triste. Il piccolo triste, sensibile, ingrato, pezzo dell’uomo Gesù! Perché non ti diverti e basta? Non lo so. Ho una moglie divina che trasuda ambizione ed empatia e una figlia che mi ricorda troppo di quando ero come lei, pieno di amore e gioia.

Bacia tutte le persone che incontra perché tutti sono buoni e nessuno può farle del male. E questo mi terrorizza a tal punto che perdo le mie funzioni vitali. Non posso sopportare l’idea che Frances diventi una miserabile, autodistruttiva rocker come me. Mi è andata bene, molto bene durante questi anni, e ne sono grato, ma è dall’età di sette anni che sono avverso al genere umano. Solo perché a tutti sembra così facile tirare avanti ed essere empatici. Penso sia solo perché io amo troppo e mi rammarico troppo per la gente. Grazie a tutti voi dal fondo del mio bruciante, nauseato stomaco per le vostre lettere e l’appoggio che mi avete dato negli anni passati. Io sono troppo un bambino incostante, lunatico! E non ho più nessuna emozione, e ricordate, è meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente.

Pace, amore, empatia.
Kurt Cobain.

Frances e Courtney, io sarò al vostro altare.
Ti prego, Courtney, continua così, per Frances.
Per la sua vita, che sarà molto più felice senza di me.
VI AMO. VI AMO.

Vogliamo ricordare Kurt soprattutto per la sua musica, di seguito una playlist di alcune delle canzoni più famose dei Nirvana:

SMELLS LIKE TEEN SPIRIT (1991): canzone più famosa dei Nirvana, pezzo d’apertura di Nevermind e inno generazionale per chiunque sia cresciuto negli anni ’90.

ALL APOLOGIES (1993): una struggente ballata dedicata da Kurt a sua moglie Courtney Love e alla loro figlia Frances Bean.

IN BLOOM (1991): manifesto della musica grunge, con un video che prende in giro chi ascolta musica indie senza capirla.

HEART SHAPED BOX (1993): canzone simbolo dell’album In Utero, gran successo commerciale e vincitore del ‘best alternative video’ agli MTV Video Music Awards 1993.

COME AS YOU ARE (1991): secondo singolo più venduto dei Nirvana dopo Smells Like Teen Spirit, inserito da Rolling Stone nelle 500 canzoni immortali.

 

LITHIUM (1991): terzo singolo da Nevermind, racconta la storia di un uomo che scopre la religione come ultimo rifugio dopo la morte della sua ragazza.

RAPE ME (1993): con un titolo del genere, questa canzone non poteva che scatenare polemiche. Il tema è delicato: parla dello stupro dal punto di vista di chi lo subisce.

POLLY (1991): anche qui si parla di stupro, questa volta dal punto di vista del criminale che lo commette. E’ una delle canzoni più vecchie dei Nirvana, risalente a fine anni ’80.

PENNYROYAL TEA (1993): terzo singolo estratto da In Utero, racconta gli effetti della Pennyroyal, erba che può portare alla morte se assunta in dosi eccessive.

BREED (1991): i Nirvana non ne fecero un singolo ma Breed ancora oggi è una delle canzoni più famose della band, merito di un testo a base di ‘I don’t care’ e ‘I don’t mind’.