Alessandro Manfredini testimonial per la Galvanina

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testo e foto di Anna Perrotta

Questo che mi appresto a raccontarvi sommariamente è, in realtà, un crocevia. Un crocevia tra diverse storie che si trovano ad avere in comune radici e cicatrici e una caparbietà di intenti di fronte alla quale, ammetto, una certa levata d’orgoglio è stata stimolata anche in un animo distratto come il mio.

La prima storia riguarda una villa. Una costruzione a pianta quadrata che a vedersi da quella strada circondata dai campi che la costeggia, parrebbe quasi uno scrigno posato per distrazione da un contadino dell’oltrepo’.

Quella costruzione rossa, assediata dai ponteggi, prende il nome di Galvagnina e uno scrigno lo è per davvero. La sua storia pare risalire al rinascimento. La racconta attraverso le sue pareti, abitate da diversi strati di affreschi risalenti alle diverse epoche e alle diverse proprietà.

La seconda storia riguarda un uomo, uno scultore dai tratti sottili e crudi, che in quelle stesse terre ha radicata la sua, di storia. A quelle terre e a un evento che le ha attraversate, aprendo crepe in tutta la regione, nei suoi abitanti, nella Galvagnina sonnecchiante e nella sua, di vita: il terremoto del 2012. Alessandro Manfredini, così si chiama questo artista audace che, nonostante la durezza di una catastrofe che gli ha portato via tutto, le opere, i sacrifici, ha saputo riemergere con forza.

La terza storia riguarda un gruppo di persone che, da qualche mese, ha deciso con caparbietà di mettere in campo ogni mezzo possibile per riportare la Galvagnina al suo antico splendore.

Non si tratta di un salvataggio, ma di un progetto vero e proprio, l’idea di farne un centro di scambio artistico e culturale per i giovani, un’ipotesi di ben più ampio respiro della semplice idea di farne una struttura-museo inamidata in un passato godibile da pochi studiosi.

Insomma, io, come testimone sono forse più abile con la macchina fotografica che con le parole, ma spero che quelle spese qui, per quanto malamente, vi possano almeno spingere ad approfondire, a cercare di capire di più e a seguire queste storie di scrigni e di persone. Dovremmo, forse, restituirci all’idea che tra le cose che abbiamo da offrire, alle generazioni future, ci siano anche delle radici di cui andare orgogliosi.

Un ringraziamento speciale ad Alessandro Manfredini che si è offerto a testimoniare per quest’impresa e all’associazione “Save Galvagnina” per tutto ciò che sta, faticosamente, mettendo in atto.

 

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Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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