Festa del Cinema di Roma: Hostiles metafora dell’America moderna

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di Alessia Gregoletto

Hostiles non è un semplice film Western, come dichiara lo stesso regista Scott Cooper, è una metafora dell’America moderna, costantemente divisa dall’odio di coloro che dovrebbero proteggerla. Tra i protagonisti del film che ha aperto la Festa del Cinema di Roma troviamo un Capitano americano interpretato da Christian Bale, e Rosalie, Rosamund Pike,  una vedova. Entrambi condividono un odio viscerale verso i nativi americani, ed insieme intraprenderanno un viaggio alla riscoperta dei valori umani. In questo cammino i protagonisti si evolveranno, e come afferma Rosamund Pike: «La metamorfosi è come qualcosa di organico… Il mio approccio al personaggio è basato sull’esperienza. Rosalie fa un cammino terribile, ritengo interessante il modo in cui lei riesce ad andare avanti, e per farlo utilizza la fede e lo stesso dolore che la accomuna al Capitano… La mia controparte femminile fa capire al personaggio di Bale di essere un uomo buono, all’inizio vede i nativi come i nemici, poi capisce che sono uguali…L’odio è nutrito dai soldati per necessità» .
Il regista spiega che la scelta dell’ambientazione, non è casuale. Il paesaggio si evolve insieme alle personalità dei protagonisti, all’inizio è arido, ma durante il percorso la scenografia diviene sempre più boschiva. Cooper ha realizzato un film  impegnato in un sorta di umanesimo, il cui scopo è quello di diffondere una messaggio di speranza per aumentare la curiosità nell’ascoltare  il prossimo, e probabilmente se ognuno di noi facesse questo semplice sforzo, tanta diffidenza e tanto odio non esisterebbero. 

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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