Morandi: le migliori firme italiane per un disco da ascoltare e vivere

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di Anna Perrotta

In occasione dell’ uscita del suo nuovo album, “d’amore d’autoreGianni Morandi, ci parla di questo nuovo progetto musicale che lo vedrà live anche nei più importanti palasport Italiani.
Il disco vede la partecipazione di diversi autori, come Elisa, Ivano Fossati, Levante, Luciano Ligabue, Paolo Conte, Erman Meta, Tommaso Paradiso, Giuliano Sangiorgi, Paolo Simoni, oltre a una partecipazione di Fiorella Mannoia nell’interpretazione del brano “Onda su Onda“.

È un disco che, nonostante le mani differenti, mantiene una forte coerenza sonora e di senso, un disco di sartoria cucito perfettamente addosso al personaggio Morandi al quale siamo abituati e affezionati.
Sono molto curioso” dice, mentre spiega la ragione della scelta degli autori per i suoi brani: “credo che, in Italia, ci sia una nuova generazione di cantautori bravi, che si stanno affermando“. Racconta della sua attenzione per il loro lavoro, al di là di cio’ che puo’ essere proposto unicamente dai talent e che viaggia sollevato dalle correnti propulsorie di un mainstream a volte vagamente banalizzante.

Il disco scivola via con una certa leggerezza, probabilmente anche per via di testi concentrati su un amore “morandizzato“, nel quale l’apertura propositiva, entusiastica, ha il potere sorprendente di dimenticare il male, di annichilirlo a dolore accessorio.

È forse, questo, un aspetto curioso, poco indagato dell’eterno bravo ragazzo, il pudore dal sapore antico sugli aspetti terribili della vita, che rimangono sempre ancorati ad una sfera intima, non condivisibile né nella pubblica piazza, né nella celebrazione musicale.

Una nota da segnalare assolutamente è la sua incredibile, inesauribile forza di presenza dal vivo, difficile da intuire per chi,  non l’ha vissuta mai. Esplode, Gianni Morandi, con la positività delirante  di un intero coro gospel intrappolato in un corpo unico, è una sferzata di energia distribuita a grappoli succosi, di dedizione spesa senza riserve a un pubblico che, costantemente, si può sentire coccolato e al sicuro. “Oggi non sentiamo nemmeno canzoni, sentiamo frammenti. I concerti sono il solo momento in cui un autore racconta una storia“.
Per questo, dice, non ama molto le sale di incisione e, possibilmente, vale la pena dargli ragione. Nel bene o nel male, comunque, una volta sentita quella potenza comunicativa, ci si rende conto che, quelle sue storie, vale probabilmente la pena di ascoltarle e quelle emozioni vale la pena viverle, almeno per una volta.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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