Antonello Fiume, guida ambientale escursionistica professionista – Ci racconta come è nata la sua passione per il trekking

image_pdfimage_print

Parliamo con Antonello Fiume, fautore di un  progetto sull’escursionismo per il centro Italia, un luogo che nasconde incredibili bellezze naturali e storiche, che si fondono dando vita a luoghi spettacolari ed allo stesso tempo sconosciuti alla popolazione.

Il suo un grande e meritevole obbiettivo; Fare dell’escursionismo una attività nazionale.

 

– Antonello come è iniziata questa tua passione per l’escursionismo?

 

Risposta: Beh, in realtà ho iniziato a praticare l’escursionismo quando nemmeno sapevo cosa fosse!
Da bambino ,abitando fuori città,  preferivo trascorrere le giornate tra gli ulivi del piccolo terreno di famiglia, in Puglia.

Restavo li a contemplarli anche per ore, arrampicandomi e giocando tra le loro fronde e immaginando di essere un uomo delle caverne.

Iniziò tutto in estate, quando le scuole erano chiuse…

Convinsi alcuni dei miei amici a cercare tutti quei luoghi abbandonati (vecchie case cantoniere, ruderi, vecchie abitazioni vicino ai binari o costruzioni mai terminate) per esplorarli.

Non nascondo che più di una volta ci siamo imbattuti in situazioni estremamente pericolose ma eccitanti, che non avrebbero fatto di me ciò che sono oggi se non le avessi vissute.
Fondamentalmente questi erano i giochi di un bambino riservato che trovava nella natura un soggetto di studio e di curiosità, innato.

-Come è continuato il tuo percorso per diventare poi una guida professionista?
Risposta:
I termini trekking ed escursionismo gli ho conosciuti tardi, molto tardi, durante un corso nautico.

Alla fine per mare non ci andai mai, ma durante il corso conobbi un ragazzo poco più grande di me che mi invitò a “fare trekking” nel Materano, subito dopo il confine tra Puglia e Basilicata. Ne fui subito estasiato!

Quel luogo esprimeva tutta la sua asprezza selvaggia e poco dopo comprai i miei primi scarponi da trekking (che utilizzo ancora oggi) e ci tornai parecchie volte da solo girando il parco in lungo ed in largo.

Da li la vista dei “Sassi” era eccezionale e non dimenticheró mai come rischiai l’osso del collo per arrampicarmi su di uno sperone roccioso per fare una fotografia che ancora oggi considero una delle mie conquiste più straordinarie.

Dopo quel episodio girai tutta la Puglia alla ricerca di boschi o zone naturali da esplorare senza alcun ausilio, istintivamente, come al solito.

– Quando hai deciso di farne la tua professione?

Risposta:  Non trovando lavoro nel mondo della marina mercantile, partii per Roma,(dove ho vissuto negli ultimi 11 anni) dove lavorai come receptionist, stagista e poi giardiniere al Bioparco.

Ma a Roma non avevo il tempo di “esplorare” e la mia vita era solo lavoro e serate con gli amici,erasmus. Non lo ricordo come un periodo particolarmente travolgente della mia vita,a parte le parentesi al Bioparco, abbastanza ordinario. Mi mancavano le escursioni nella natura…

 

– Come è arrivata la svolta?

Risposta: La svolta, di fatto, avvenne circa 3 anni fa. Per tanti motivi mi trovavo in un periodo difficile ed infine sono finito a non uscire piú, a viaggiare solo con la mente, stavo praticamente attaccato ai videogiochi tutto il giorno.

Per fortuna ad certo punto mi sono svegliato ho deciso di riprendere la mia vita in mano!

Era troppo preziosa per sprecarla così ed il primo atto di risveglio fu quello di eliminare totalmente i videogiochi

Poco dopo decisi che anche lavorativamente non potevo continuare a fare qualcosa che non mi dava piú alcun entusiasmo, volevo fare qualcosa che mi desse realmente soddisfazione e al  contempo mi rendesse anche utile alla società.

Iniziai così ad organizzare escursioni!  Dapprima da solo, poi con amici e conoscenti. Non facevo altro che scoprire posti intorno Roma e questo mi faceva stare sempre meglio.

Allora capii che era questa la mia strada, la strada giusta.

– Concludendo, come si diventa una gae?

Per diventare una guida professionista ho frequentato una serie di moduli sull’accompagnamento volontario che mi hanno reso una guida sicura alla quale potersi affidare, alla quale affidare la propria incolumità.

La Guida Ambientale Escursionistica Professionista, Lagap
(www.lagap.org)

Pagina facebook

https://www.facebook.com/antonellohikingroma/


Questo è stato il percorso iniziale che ho fatto per diventare un accompagnatore volontario.

Poi ho dovuto fare escursioni in maniera autonoma ,senza l’appoggio di nessuna associazione volontaria, aprendomi una rc (assicurazione di responsabilità civile) a mio nome e facendo le ricevute per dimostrare alla *Lagap* che stavo conduncendo su base professionale e non piu volontaria.

Anche se è un lavoro che richiede un continuo aggiornamento e molta pazienza e comprensione, empatia.
Faccio qualche esempio;
A volte capitano persone poco gradite al resto del gruppo e queste vanno allontanate con molta delicatezza (ma fermezza) per evitare che possano creare attrito con il resto della comitiva

Importantissimi i corsi, in continuo aggiornamento, sulla sicurezza e  sulla botanica.
Infatti, attualmente, sto studiando studiando specificamente la botanica locale.

Questo è un lavoro dove non si smette mai di imparare e mettere in pratica.

Il motivo principale per cui una persona dovrebbe affidarsi ad una guida ambientale escursionistica (gae) professionista è la sicurezza in caso di incidenti.

Tutto questo perché è importante poter trasmettere questa mia passione in modo utile e sicuro.

Consigliamo la lettura di:

“Prima che venga il lupo. La prevenzione dei pericoli nell’accompagnamento escursionistico professionale”

by Marco Fazion
pubblicato da Monte Meru Editrice

 

 

 

 

Lara Ferrara

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *