Lettera aperta al Sindaco di Latina

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Lettera aperta al Sindaco di Latina e all’Assessore di competenza.

Egregio Sindaco Pro Tempore,

da diverse fonti giornalistiche apprendiamo che probabilmente la Casa del Papà di Latina aprirà finalmente i  battenti.  Almeno per il primo appartamento.

Questa è l’ennesima puntata di  una telenovela iniziata con la precedente amministrazione, che ha voluto  e progettato  la struttura con fondi regionali già stanziati, per tre  alloggi arredati e pronti per la consegna.

Leggiamo inoltre che è stato rifinanziato con € 60.000 l’arredo per i tre appartamenti: forse contengono maniglie d’oro?  Che fine ha fatto l’erogazione precedente?  La somma complessiva  (sembra sui 200.000 euro) come è stata impiegata per realizzare l’intero Progetto? Corrispondono al vero queste cifre?

Ma non è solo questo l’aspetto più inquietante, sebbene come cittadino laziale mi preoccupo quando risorse pubbliche destinate a fini nobili vengono poi utilizzate per scopi diversi . C’è  da chiedersi perché centinaia di Donne e Famiglie in assistenza alloggiano gratuitamente, senza contribuire nemmeno per le utenze domestiche, mentre al Padre Separato viene imposto  un’ affitto di non meno di € 200. Le Mamme non pagano, le Famiglie non pagano , i richiedenti asilo sono ospitati in alberghi stellati, gli immigrati clandestini ricevono una paghetta oltre al mantenimento:  ma i Papà, seppur in gravi situazioni economiche, devono sempre e solo pagare. Ci sarà mai pari dignità di categoria? Se proprio si esige un contributo, che valga per tutti.

Leggendo inoltre le modalità per l’accesso al Progetto  si delinea il perimetro socio educativo imposto al Padre separato, pena l’esclusione. Deve fare un percorso educativo genitoriale per verificare l’adeguatezza del suo ruolo. Ovvero: deve dimostrare di essere un Uomo modello ed un Padre esemplare , esente da qualunque riverbero brutto/sporco/ cattivo e ancor più dall’ eventuale sospetto di violenza passata/futura.

Lo stesso uomo che da sposato e  Padre affettuoso nessuno si sognava di mettere in discussione, una volta separato (dai figli) viene sottoposto al controllo del  Servizio Sociale, dando per scontato che la sua condizione necessita obbligatoriamente di  un percorso educativo e genitoriale. Sappiamo per esperienza vissuta come tali percorsi – imposti come forma di ricatto-  sfocino spesso in corrosione e vilipendio   della Paternità. Altro sarebbe un’assistenza socio-psicologica fornita dal Servizio Sociale ma solo quando richiesta dal Padre interessato

Quando si capirà che il PADRE SEPARATO HA SOLO BISOGNO DI SERENITA’ e vivere un rapporto continuativo e significativo con i propri figli?

Se un’Amministrazione vuole aiutare i Papà senza alloggio dando  loro la possibilità di pernottare con i figli lo faccia, ma senza ingerenze nella vita privata. Prima l’Assistente sociale, poi lo Psicologo, poi l’Educatore, poi la Cooperativa che gestisce il progetto: ma quante persone devono campare sulla pelle di questi tre poveri Papà separati “assistiti” dal Comune di Latina?

 

Vincenzo Spavone.                                                                                                                         Roma 19 agosto 2018

Presidente GESEF – Genitori Separati dai Figli

335 6629344

 

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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