Goliarda Sapienza – L’ arte della gioia

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di Lara Ferrara

Questa è la storia di un libro che giaceva da più di vent’anni abbandonato in una cassapanca e dopo essere stato rifiutato dai principali editori italiani,venne stampato in pochi esemplari di stampa, per dirla in gergo letterario.

Soltanto quando uscì all’estero (Francia, Germania e Spagna ) ricevette il giusto riconoscimento.

Goliarda Sapienza era senza dubbio un tipo di donna che incuteva negli altri desiderio di autenticità. E ancora oggi lo fa: attraverso la sua opera letteraria.

Leggere opere come L’arte della gioia (Einaudi), Lettera aperta (Sellerio), Il filo di mezzogiorno (Baldini&Castoldi), L’università di Rebibbia (Rizzoli) e alcune poesie ed opere teatrali rimaste ancora inedite può risultare irritante. Tale è l’insistente e spietato svelamento delle contraddizioni e imperfezioni della «bugia-realtà», in un andirivieni stilistico volutamente incompiuto che punta dritto all’animo di chi legge.

Nata a Catania il 10 maggio 1924. Figlia della nota sindacalista lombarda Maria Giudice (1880-1953) e Giuseppe Sapienza (1880-1949), un avvocato socialista.

Il nome ricevuto dal fratello morto tre anni prima della sua nascita è solo uno dei “pesi” dell’infanzia di Goliarda, segnata dalla morte di altri tre fratellastri, poco più che adolescenti e dalla sempre maggiore sofferenza e instabilità mentale della madre.

«Una narratrice siciliana meravigliosa,una vera rivelazione», magnifico, magico, commovente: un capolavoro! Un romanzo impostosi con il passaparola, forse un altro Gattopardo»…
Con queste parole la stampa d’oltralpe accolse la pubblicazione del libro in Francia, facendone un vero caso editoriale. In quasi ogni recensione veniva provocatoriamente sottolineata l’incapacità dell’Italia di riconoscere e valorizzare i capolavori che ha in casa.

Nel romanzo, tutto ruota intorno alla figura di Modesta: una donna vitale e scomoda, potentemente immorale secondo la morale comune. Una donna siciliana, una «carusa tosta» in cui si fondono carnalità e intelletto, che attraversa bufere storiche e tempeste sentimentali protetta da un infallibile talismano interiore: «l’arte della gioia».
Modesta nasce il primo gennaio del 1900 in una casa povera, in una terra ancora piú povera. Ma fin dall’inizio è consapevole, con il corpo e con la mente, di essere destinata a una vita che va ben oltre i confini del suo villaggio e della sua condizione. Ancora ragazzina è mandata in un convento e da lí, alla morte della madre superiora che la proteggeva, in un palazzo di nobili. Qui, il suo enorme talento e la sua intelligenza machiavellica le permettono di controllare i cordoni della borsa di casa, e di convertirsi in aristocratica attraverso un matrimonio di convenienza. Tutto ciò senza mai smettere di sedurre uomini e donne di ogni tipo. Amica generosa, madre affettuosa, amante sensuale: Modesta è una donna capace di scombinare ogni regola del gioco pur di godere del vero piacere. Sfidando la cultura patriarcale, fascista, mafiosa e oppressiva in cui vive, Modesta attraversa la storia del Novecento con quella forza che distingue ogni grande personaggio della letteratura universale.

«Il tempo lavorerà a favore dei libri di Goliarda Sapienza. E questo non è un augurio: è una convinzione».
(Cesare Garboli, Goliarda Sapienza, l’arte di una vita)

«Un libro così non si scrive per correggere la propria vita, quanto per allargarla».
(Domenico Scarpa, Postfazione all’Arte della gioia)

«Lo sguardo di una narratrice meravigliosa nei suoi slanci ora razionali ora passionali, la rivelazione di un temperamento di scrittrice senza pari».
(René de Ceccatty, «Le Monde Des Livres»)

«Chi l’ha letto ne rimane segnato, chi l’ha letto dice che questo libro insegna a desiderare».
(Manuela Vigorita, Se l’arte della gioia diventa libertà)

Lara Ferrara

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