L’esame neuro scientifico: una svolta nelle CTU

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di Maria Bernabeo*

Le separazioni da alcuni anni hanno raggiunto aumenti esponenziali e i giudici sono sempre più inclini a valutare l’idoneità genitoriale attraverso consulenze psicologiche- psichiatriche.

Purtroppo i risultati che si ottengono attraverso le consulenze non sono risolutivi e non rispondono mai scientificamente al quesito “Valutazione dell’idoneità genitoriale delle parti”.

Gli strumenti usati nelle CTU sono alquanto inattendibili, una scarsa diagnosi clinica un anamnesi a volte pretestuosa che non individua i veri trascorsi delle parti, supportata da batterie testo logiche che da tempo risultano non idonee specialmente nella pratica forense, essendo test proiettivi hanno una scarsa attendibilità scientifica.

La scarsa attendibilità è dovuta alle codificazioni attraverso il metodo cieco e l’influenza del contesto sui punteggi o meglio la scuola di pensiero dell’esaminatore.

Da qui la necessità di inserire nelle consulenze tecniche un metodo con un profilo più scientifico e meno proiettivo, da questa necessità, in America da ben dieci anni è nato il QEEG.

Cosa elabora e su cosa si basa il QEEG ?

L’elettroencefalografia quantitativa è un processo di valutazione che fornisce informazioni molto dettagliate sulla specifica funzione cerebrale.

Il QEEG è una tecnica per cui le registrazioni EEG vengono analizzate dal computer per produrre valori numerici usati per valutare le aree di maggiore e minore attivazione cerebrali con la determinazione di profili individuali su cui stabilire, sulla base della localizzazione, tipicità e anomalia, il progetto terapeutico specifico.

Dalle rilevazioni del QEEG si evidenziano profili psicologico-comportamentali caratteristici collegati a: traumi cerebrali organici o psichici, ansia, depressione, disturbo ossessivo compulsivo, disturbo da deficit dell’attenzione con o senza iperattività.

Vengono quindi fornite indicazioni specifiche sui trattamenti volti a risolvere stati di spreco di energia e ipervigilanza, difficoltà a raggiungere stati di rilassamento, difficile gestione emotiva e dell’integrazione mente-corpo, difficoltà empatiche.

Suddetta diagnostica è stata introdotta ampliamente nell’ambito forense americano, dando riscontri ottimali ottenendo profili reali, verificando se nel soggetto vi è presenza di pericolosità sociale o meno, in America si è riconosciuta ampliamente la validità eliminando i test proiettivi che non producevano una diagnosi corretta.

A conferma di ciò, la Suprema Corte Americana ha accolto questa metodologia come pienamente rispondente a criteri di scientificità “DAUBERT”.

Recentemente un tribunale della Florida ha revocato una sentenza di pena capitale sulla base delle prove raccolte attraverso il QEEG.

L’applicazione di suddetta metodica all’interno delle consulenze tecniche d’ufficio permetterebbe di avere dei reali profili psicologici dei soggetti sottoposti ad indagine, sarebbe facilmente dimostrabile le reali condizioni psicologiche evidenziando le patologie in essere, recuperabili attraverso tecniche di neuro feedback.

Tecnica che si basa su un addestramento diretto a gestire e migliorare profili di attivazione disfunzionali rilevati dal QEEG.

*Psicologa-Psicoterapeuta -Consulente del Tribunale Di Roma – Mediatore Familiare

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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