Jan Palach: pubblico commosso alla Festa del Cinema di Roma

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di Alessia Gregoletto

Jan  Palach, film cecoslovacco del regista  Robert Sedlácek,  presentato alla Festa del cinema di Roma, è stato acclamata dal pubblico in sala con grande commozione.

E’ una pellicola biografica, narra l’ultimo anno di vita di un giovane che si trasferì dalla provincia a Praga per frequentare l’università. Durante i suoi studi di filosofia  avvenne  l’invasione della capitale da parte dei Sovietici.

 Jan sviluppa un forte sentimento di delusione nei confronti di ciò che prima gli era tanto caro, amici, compagni di studi, la madre, il professore universitario per il qual nutriva ammirazione, tutti punti di riferimento che incominciarono a piegare la testa alla attuale situazione politica, persone che a lui amava avevano incominciato ad assecondare tutto ciò per cui lui lottava. La vita di Jan tra il 1968 e 1969 cambiò completamente.

Incominciò a prendere parte alle proteste, venne minacciato per le sue idee e anche percosso. Per lui la situazione era divenuta insostenibile, e fu in quel momento che decise di fare la protesta definitiva per attirare l’attenzione sui problemi che nessuno riusciva ad affrontare, prese ad esempio il monaco buddhista vietnamita che si diede fuoco a Saigon nel 1963. Il 19 gennaio 1969 Jan Palach nella piazza di San Venceslao si cosparse di benzina e si lasciò avvolgere dalle fiamme,  lasciando una lettera nella quale invitava tutto il popolo a fare uno sciopero contro la dominazione sovietica e l’abolizione della censura.  L’interpretazione dei giovani attori ha colto nel segno  adattandosi perfettamente al contesto.

Palach viene tutt’oggi considerato eroe nazionale dal popolo cieco, il suo gesto passò alla storia, e fu il preludio della  Primavera di Praga, il periodo di liberalizzazione politica avvenuto in Cecoslovacchia per liberarsi dal controllo dell’Unione Sovietica. Il film è toccante e essenziale, ed è grazie a questi elementi che si riesce ad apprezzare la storia di un giovane che combattendo per il proprio paese divenne a suo malgrado un eroe.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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