Sigourney Weaver: ero troppo alta per fare la “fidanzatina”

di Alessia Gregoletto

Sigourney Weaver, attrice icona del genere fantascientifico, ha preso parte alla settima giornata di Festival del Cinema di Roma. La Weaver che deve la sua fama alla saga di Alien di Ridley Scott, passando a Ghostbusters e a blockbuster come Avatar

È figlia d’arte, il padre lavorata in televisione, la madre era attrice << Mio padre mi ha fatto innamorare del mondo dello spettacolo, tornava a casa la sera entusiasta e raccontava del suo lavoro, ciò mi ha fatto sentire una inclinazione alla recitazione… mia madre invece aveva una visione più pessimistica>>.

Sigourney Weaver non ha mai rivestito ruoli stereotipati tipici di Hollywood: << Fisicamente  non sono mai stata adatta per quel genere di ruoli, dovevi essere bionda con gli occhi azzurri, ero troppo alta per fare la “fidanzatina”>>

Alien è stato e rimarrà il punto cruciale della sua carriera: <<La fantascienza è una parte molto importante della letteratura in America… non ho mai avuto il progetto di divenire un’icona di questo genere cinematografico… per quanto riguarda il film Alien, Ridley Scott era al suo secondo lavoro, non gli piaceva fare molte prove… c’era molta improvvisazione… fu una grossa sfida, mi mancava il teatro, ma vedendo la pellicola capii che non c’era mai stato nulla di questo genere, era  innovativo>>.

Parlando del suo amore nei confronti del cinema italiano: << Guadagnino mi ha chiesto di far parte di un paio dei suoi film… i film italiani sono stati essenziali nel panorama cinematografico degli ultimi sessant’anni…>>.

 

 

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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