Nelle sale il il black humor di ‘Dead in a week (or your money back)’

di Angela Consonni

Durante la 13 esima edizione della Festa del cinema di Roma sono stati toccati temi delicati, alcuni dei quali affliggono la nostra società. Tra questi quello che riguarda la depressione, l’insoddisfazione personale, elementi che se portarti allo stremo potrebbero condurre al suicidio.

Dead in a week (or your money back), del registra e sceneggiatore Tom Edmunds tratta in modo insolito ed alle volte provocatorio questo sensibile argomento.

William (interpretato da Aneurin Barnard) é un ragazzo che vede la vita come un brancolare nel buio continuo, portatrice di una sofferenza infinita, di un vuoto che può essere colmato solo con la morte. Vive con il solo scopo di morire.

Tenta perciò il suicidio ma senza mai ottenere il risultato sperato.

Costante del film é il black humor. i diversi tentativi di porre fine alla propria vita da parte del ragazzo sono rappresentati in chiave comica.

Il regista dichiara: “l’essenza dell’umorismo nero sta nel ridere di qualcosa che non dovrebbe assolutamente far ridere… ció é controverso e per questo fa ridere“.

Gli attori ritengono che attraverso questo genere si può condurre il pubblico in un mondo che rispecchia la realtà ma non è reale, lo si può far evadere per un po’.

Nel bel mezzo di uno dei tentativi avviene l’incontro con Leslie (Tom Wilkinson), Killer di professione. Personaggio peculiare che non rispecchia il prototipo di assassino, é un anziano signore che conduce con sua moglie, anch’essa consapevole del lavoro che lui svolge, una vita normale.

Per la creazione di tale personaggio il regista stesso afferma di essersi ispirato non ad un assassino, bensì ad un latitante della mafia trovato morto nel quartiere dove viveva da anni, ricordato dai suoi vicini, ignari di cosa facesse per vivere, come una brava persona.

Per gli attori è stato importante lavorare con un regista che al tempo stesso é anche sceneggiatore. 

Per Freya Mavor: “é stata un’ esperienza interessante perché si lavora con una persona che ha una visione a 360 gradi del progetto che si sta svolgendo”.

Ciò mette in condizione di sentirsi più libero e più creativo – ha dichiarato Aneurin Barnard – Mentre si gira un film si ha la voglia di cambiare marcia ed in questo modo é stato possibile uscire dai vincoli e giocare con l’interpretazione”.

Finale volutamente non consolatorio, otre che inaspettato, il viaggio del protagonista inizia in un modo e termina nello stesso modo. Lo spettatore si rende conto che durante tutto il film é stato seguito un filo logico, tutto quello che si vede sin dalle prime scene torna ad avere infine un senso.

Il regista conferma inoltre che il messaggio che traspare dal film é proprio quello che lui aveva intenzione di trasmettere. Solo l’amore può salvarci dal vuoto. Soltanto i rapporti umani possono dare quella serenità e quella completezza tanto ricercata.

Il pubblico presente in sala riesce a cogliere la profondità dietro l’ironia ed apprezza il film nonostante esca fuori dagli schemi. Nel cast presenti Christopher Eccleston, Marion Bailey.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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