La competizione femminile esiste, ma difficilmente è dichiarata

di Lara Ferrara

Perché le donne competono solo con le altre donne e non con i maschi?
Molte di loro sviluppano idee sessiste, nonostante di solito tendano a negarlo anche a se stesse. L’oppressione di cui il genere femminile è vittima nella nostra società si traduce spesso anche nelle opinioni e nei comportamenti delle donne verso altre donne.

Una ricerca effettuata dal think tank britannico Demos, che ha analizzato flussi di tweet delle piattaforme contro la violenza di genere ha scoperto che la forma peggiore degli insulti e attacchi alle donne arriva da altre donne. Lo studio ha monitorato le tipiche offese che vengono rivolte alle donne online, sia a livello nazionale sia internazionale, considerando un periodo di tre settimane. Per separare i tweet usati in modi esplicitamente aggressivo da quelli che mantengono un tono di commento, analizzando i profili di chi li ha mandati, Demos ha costruito e usato algoritmi specifici. Il risultato dimostra che il 50% delle persone responsabili degli abusi online sono donne.
Qual’è la causa scatenate di questo fenomeno comportamentale?

Invidia e gelosia?

Eva contro Eva (All About Eve) – 1950 diretto da Joseph L. Mankiewicz, con Bette Davis ed Anne Baxter

E’ soprattutto nascosta, taciuta e si rivela attraverso attacchi laterali o succedanei, come ad esempio il pettegolezzo, piuttosto che in uno scontro duro fra due soggetti in cui uno vince ed uno perde, come avviene nel mondo maschile. Così è ad esempio la competizione fra madre e figlia, che è sempre esistita, ma che è ancor più frequente oggi, dal momento che viviamo in una società che riconosce un ruolo sociale di rispetto solo ai soggetti giovani, belli e vincenti.
Chi ha un complesso di inferiorità, spende la vita nello “sforzo di valere” per trovare compensazione ai complessi ma questo può assumere anche la forma di “supercompensazioni” a carattere patologico.
La gelosia e l’invidia sono sentimenti complessi, non solo basati sulla rivalità edipica: l’odio nei confronti di qualcuno è davvero sempre legato alle nostre mancanze. Svilire qualcuno ha una valenza difensiva perché si devastano le qualità dell’oggetto invidiate. Distruggere e deturpare equivale dunque a una manifestazione palese dell’invidia e a una difesa contro la sofferenza di sapere di non poter possedere tali qualità.

In conclusione, non si può non sottolineare quanto l’invidia sia sempre e solo un sentimento dannoso, soprattutto perché impedisce la crescita e l’evoluzione personale. Alla luce di ciò, faremmo bene noi donne, almeno su questo punto, ad ispirarci al comportamento degli uomini, in grado quasi sempre di “fare squadra” fra loro e di superare, con una certa leggerezza, quelle piccole incomprensioni che invece noi tendiamo ad ingigantire. Si parla tanto di pari opportunità e di solidarietà femminile…Probabilmente perché le donne vanno così poco d’accordo tra di loro e spesso si odiano senza dirselo… Una competizione chiara e diretta, esplicita e riconosciuta socialmente potrebbe forse aiutarle a migliorare la qualità dei loro rapporti e ad avere maggiore successo nella vita.

Lara Ferrara

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