A Settant’anni dalla Dichiarazione universale dei diritti umani – Non c’é un confine di qualunque genere sono “universali” per definizione.

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di Lara Ferrara
La Dichiarazione universale dei diritti umani, approvata dopo due disastrose guerre mondiali dall’Assemblea generale dell’Onu il 10 dicembre 1948, rappresenta un ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, come recita il Preambolo. Si tratta di diritti che nessuno Stato o organizzazione regionale o internazionale potrà mai “concedere”, ma solo “riconoscere”: i diritti umani sono connaturati in ciascuno di noi per il solo fatto di essere nati.

Ginevra – Onu

Questo settantesimo anniversario rappresenta il momento giusto per riprendere in mano questo testo fondamentale.
Se da un lato è innegabile che questo documento che pure è un’ideale, non una legge, abbia ispirato i legislatori di mezzo mondo, dall’altro è evidente anche che l’elenco dei diritti umani violati è ancora molto, troppo lungo. E per essere in grado di difendere questi diritti, naturalmente, bisogna innanzitutto conoscerli.
Tra atrocità su vasta scala e abusi diffusi in tutto il mondo, la Giornata per i diritti umani dovrebbe chiamare a un’azione coordinata globale per promuovere principi immutabili che ci siamo collettivamente impeganti a sostenere.

In un anno che segna il 70° anniversario delle Nazioni Unite, possiamo ispirarci alla storia dei moderni movimenti sui diritti umani, che sono emersi dalla Seconda guerra mondiale.

Vogliamo ricordare i quattro fondamenti,dettati ai tempi dal presidente americano Franklin D. Roosevelt,sui quali si basa la libertà?
Sono inerenti a tutti sin dalla nascita: la libertà di espressione, la libertà di culto, la libertà dal bisogno e dalla paura.Roosevelt, unì le proprie forze alle Nazioni Unite con quelle di molti difensori dei diritti umani ovunque nel mondo periscrivere questi principi nella Dichiarazione Universale dei diritti umani.

Primo: la libertà di espressione, negata a milioni di persone e costantemente minacciata. Dobbiamo difendere, preservare e estendere le pratiche democratiche e lo spazio per la società civile. Ciò è essenziale per una stabilità duratura.

Secondo: la libertà di culto. In tutto il mondo, i terroristi hanno preso in ostaggio la religione, tradendone lo spirito e uccidendo nel suo nome. Altri colpiscono le minoranze religiose e ne sfruttano la paura per calcoli politici. In risposta a questo, occorre promuovere il rispetto della diversità basato sull’uguaglianza fondamentale di tutte le persone e sul diritto alla libertà di religione.

Terzo: la libertà dal bisogno, che manca ancora a buona parte dell’umanità. I leader del mondo hanno adottato a settembre l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile con l’obiettivo di porre fine alla povertà e dare a tutte le persone l’opportunità di vivere con dignità in un pianeta pacifico e sano. Ora va fatto tutto il possibile per realizzare questa visione.

Quarto: la libertà dalla paura. Milioni di rifugiati e di sfollati sono la conseguenza tragica dell’incapacità di rispettare questa libertà. Mai dalla Seconda guerra mondiale un numero così ampio di persone è stato costretto a lasciare le proprie case. Essi fuggono guerra, violenza e ingiustizia attraversando continenti e oceani, spesso rischiando la vita. La nostra risposta non deve essere chiudere, ma al contrario aprire le porte e garantire il diritto di asilo a tutti, senza alcuna discriminazione. I migranti che cercando di fuggire dalla povertà e dalla disperazione devono anche godere dei diritti fondamentali.

Oggi riaffermiamo il nostro impegno a tutela dei diritti umani come fondamento del nostro lavoro.

Questo è lo spirito dell’iniziativa “I diritti umani prima di tutto”, che mira a prevenire e a rispondere a violazioni su larga scala.In occasione di questa Giornata, confermiamo il nostro impegno a garantire le libertà fondamentali e proteggere i diritti umani di tutti.

Lara Ferrara

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