Arriva al cinema “Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità (At Eternity’s Gate)” – Un film di Julian Schnabel

di Lara Ferrara

Ventidue anni dopo Basquiat, l’acclamato regista di “Prima che sia notte e Lo scafandro e la farfalla”, torna a parlarci della grande arte e lo fa portando sul grande schermo gli ultimi, tormentati anni di Vincent Van Gogh. Ad interpretare l’irrequieto pittore olandese un sorprendente Willem Dafoe, candidato ai Golden Globe come miglior attore in un film drammatico e premiato alla Mostra d’arte Cinematografica di Venezia con la Coppa Volpi.

“At Eternity’s Gate” è l’ultimo film dell’artista e regista Julian Schnabel, presentato alla 75ma mostra del cinema di Venezia, racconta la storia degli ultimi anni della vita del tormentato pittore olandese Vincent Van Gogh, mettendo in scena un aspetto della sua personalità sul quale si è scritto e raccontato molto ma che qui assume vesti nuove.

“Questo è un film sulla pittura e un pittore e la loro relazione rispetto all’infinito” ha affermato Schnabel a Venezia. “Contiene quelli che sono i momenti che considero essenziali nella sua vita; non è una biografia, ma la mia versione della storia. Una versione che spero possa avvicinarvi maggiormente all’artista”. Un film sulla creatività e sui sacrifici del genio olandese, sull’intensità febbrile della sua arte, sulla sua visione del mondo e della realtà.

La storia di un pittore estremamente sensibile e dall’equilibrio mentale instabile che desiderava con forza l’amicizia e, avendo un temperamento altruista, soffriva maggiormente la propria solitudine.
Il suo era un bisogno di essere amato che esprimeva giorno dopo giorno nella sua passione per l’arte.
Tuttavia, la solitudine di questo fervido genio creatore, non possedeva quel buio dell’anima riscontrabile nella sue opera. Molte saranno infatti le creazioni luminose e dai colori vivaci che rispecchieranno il suo stato d’animo altalenante e pervaso da sprazzi di serenità.In vita riuscì a vendere un solo quadro e la sua esistenza fu segnata dalla povertà e dalla follia, tanto che alcuni lo ricordano come “il pazzo”. Vincent van Gogh è oggi uno degli artisti più celebrati in tutto il mondo,

Nelle sale italiane il 3 gennaio, distribuito da Lucky Red, il genio “maledetto” di Vincent Van Gogh raccontato attraverso gli occhi di un’artista contemporaneo come Schnabel e con un cast a dir poco stellare con prestigiosa firma di Jean-Claude Carriere per la sceneggiatura.

Il grande artista viene descritto quasi come un bambino e il suo disturbo prende i tratti di un capriccio infantile, che emerge sia in solitudine che nei rapporti interpersonali, da quello simbiotico con il fratello Theo, interpretato da Rupert Friend, a quello turbolento e ambiguo con Paul Gauguin, impersonato da Oscar Isaac.In un’atmosfera dalle luci e penombre calde, cullate da un silenzio ripetuto e una psicosi mai esasperata.
Dal burrascoso rapporto con Gauguin a quello viscerale con il fratello, fino al misterioso colpo di pistola che gli ha tolto la vita a soli 37 anni. Tra conflitti esterni e solitudine, un periodo frenetico e molto produttivo che ha portato alla creazione di capolavori che hanno fatto la storia dell’arte e che continuano ad incantare il mondo intero

Vincent Van Gogh, simbolo di quell’umanità dolente incapace di adattarsi ad una società violenta che opprime le sensibilità più acute.

“Più ci penso, più mi rendo conto che non c’è nulla di più veramente artistico che amare gli altri.”
Vincent Van Gogh