L’arte dell’olfatto

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di Lara Ferrara

Per definizione l’arte è l’immaginazione che crea forme suggerite da sensibilità e intelletto.
Se pensiamo che nella società odierna il mito è l’immagine, ovvero l’apparenza, l’industria culturale del ventunesimo secolo ha ricreato fenomeni che si possono interpretare come un riannodamento all’antico livello di bestialità. Libri, spettacoli, film nei quali la conflittualità e la sessualità sono il punto focale. Oggi la messa in evidenza del corpo non trova limiti…

Ma in realtà il paradigma sta nel propinare gli odori.

Non è un caso che tra le opere più citate dell’arte d’avanguardia ci siano l’orinatoio di Duchamp e i barattoli di merda di Manzoni. La vetrina massmediale organizza, per citare Nietzsche “ la connessione degli odori”.

Diversi sono gli aspetti dell’intreccio estetico tra odori e arte. A me è passata per la mente subito una riflessione sulla differenza tra “lo scandalo” che può provocare un’immagine e quello, alla fine più scioccante,di un’installazione intrisa per esempio di odori corporei. E c’è di mezzo anche un altro fatto, puramente fisico, che distingue l’olfatto dagli altri sensi: se qualcosa non ti piace chiudi gli occhi, ti tappi le orecchie, ritrai la mano, la sputi via. Però non puoi tenerti il naso tappato più di tanto perché hai bisogno di respirare: ecco come il senso più affascinante può diventare anche il più subdolo.

Le reazioni viscerali di disgusto nel caso dell’olfatto possono essere molto violente ed è più difficile evitarle e prevenirle. L’odore ha una componente invasiva molto forte, segna subito il confine tra familiare e estraneo, tra ciò che accettiamo e accogliamo e ciò che rigettiamo o magari ci fa proprio un po’ schifo (certo poi ha anche componenti psicologiche e culturali). Il disagio generato dall’intrusione di un odore è amplificato proprio dal fatto che non può essere evitato e in questo risiede parte della sua violenza. Nello stesso tempo alcuni odori corporei possono scatenare sensazioni oscure, ma invitanti, tremori ambigui.

Quindi sono arrivata a comprendere che l’incontinenza mentale si contiene con una comunicazione olfattiva.

Scriveva Nietzsche: “ E turandomi il naso sono passato con disgusto attraverso lo ieri e l’oggi”
(Così parlò Zarathustra).

Lara Ferrara

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