Un corto che trasforma in dolore in grazia con la danza – Ama, un’ode eseguita sott’acqua interpretata e diretta dalla regista e subacquea Julie Gautier.

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di Rita Angelini

Dura cinque minuti la metamorfosi di questo dolore.
Julie Gautier danza nella piscina più profonda del mondo in Italia, mentre trattiene il respiro per tutta la durata del corto, lasciandosi aprire i polmoni solo quando sale in superficie al culmine della sua bella coreografia
Chiamato “Ama”, il corto trae titolo da 海女, termine giapponese che si riferisce ai pescatori di perle e che significa letteralmente fanciulla di mare.

Bellissima mentre danza questo leggera, delicata, priva di peso immersa nell’acqua: “la pratica di ama si dice che abbia più di 2000 anni, e tradizionalmente le donne a cui si riferisce si immergono senza attrezzatura subacquea o bombole d’aria”.
Racconta una storia che ognuno può interpretare a modo proprio, sulla base della propria esperienza. Non c’è imposizione, solo suggestione. Aprendosi con un contatto visivo ininterrotto sotto la pioggia, ci troviamo improvvisamente immersi nell’acqua, sul fondo di una piscina. “Volevo condividere il mio più grande dolore (non specifica la causa , la tipologia mentre parla con noi) di questa vita con questo film”, dice Julie Gautier.

E di fatti in questo corto trasforma il segno che lascia il dolore in una sorta di volo libero, di estasi.

Perché il dolore non è troppo grezzo, se lo ricopri di grazia, senza appesantirlo. Immerso nell’acqua. Chiudendo con una nota di dedica a “My tiniest daughter”, Julie Gautier ha rilasciato questo film in occasione della giornata internazionale della donna affermando che è stato ideato per tutte le donne del mondo che lottano…

Bellissimo.

Lara Ferrara

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