Perchè spaventa la riforma dell’affido condiviso

di Teodora Tiziana Rizzo

Lo scenario che si apre a conclusione delle audizioni del DDL 735 Pillon è alquanto raccapricciante. Per poterlo analizzare serenamente è necessario spogliarci dalle appartenenze politiche, mettere da parte gli interessi professionali e personali. Siamo sicuri di averlo fatto? Tengo a precisare che anche io ritengo che alcuni aspetti giuridici vadano rivisti e rimodulati ma in questo il Senatore Pillon si è espresso in maniera responsabilmente collaborativa: è stato sempre disponibile ad apportare eventuali modifiche.

Ho una formazione umanistica. Non sono un avvocato, parlo sempre in merito all’attenzione rivolta all’istituto della Mediazione Familiare di cui ne ho sposato la professionalità da tanti anni. Il riconoscimento giuridico della figura professionale del Mediatore familiare è sulla scrivania del legislatore da tanti anni. Non è stata mai attenzionato. Tanti parlamentari di diverse appartenenze politiche hanno apparentemente mostrato una attenzione e un interesse quasi sempre finalizzato alle proprie campagne elettorali, elogiando le qualità dell’istituto della Mediazione Familiare senza, a questo punto mi sia consentito di esprimerlo, conoscerne davvero le potenzialità.

Mi fa specie che proprio chi ha sostenuto ciò ora si ritrova firmatario e artefice di ritiro immediato del DDL 735 con lettera di adesione. Tutto questo fa riflettere…Tutto questo ci fa comprendere che a scrivere belle parole siamo tutti bravi ma che a volere il bene delle persone e dei bambini siamo in pochi. Prevalgono gli interessi economici. Prevalgono i personalismi, le appartenenze politiche, prevalgono i generi.

Il Senatore Pillon, da bravo padre di famiglia, ha capito tutto, riconosco in lui un grande coraggio, un amore forte per le famiglie, le persone, i minori. La chiave di apertura di tutte le situazioni di disagio e di conflitto è una sola. E’ il riconoscimento giuridico della figura del Mediatore familiare e l’obbligatorieta del primo incontro informativo gratuito. Con questa chiave si apre non una porta ma si apre  un mondo. Le persone hanno l’opportunità di decidere in prima persona senza delegare ad un avvocato, che tutela solo una parte, o ancor peggio ad un giudice, quelle che saranno le volontà e gli accordi di vita delle persone non più da coppia coniugale ma da coppia genitoriale, nella soddisfazione massima di garantire un soddisfacimento dei bisogni di tutti i membri della famiglia con riguardo particolare all’interesse e ai bisogni  dei minori.

E’ la coppia stessa che decide i tempi, i compensi, i beni materiali e patrimoniali e in primis, il punto più importante, ha la possibilità di decidere in prima persona in merito ai bisogni dei propri figli i tempi e le modalità per poter vivere la loro quotidianità da figli di genitori separati. Ecco perché spaventa il DDL 735. Come faranno tanti professionisti a guadagnare se il 70 % delle persone non vivrà più un conflitto? Ecco perché si continuano a dare informazioni sbagliate, volutamente distorte. Tentano di creare confusione nelle persone perché  ne conoscono la potenza e il valore dell’istituto e fingono di non sapere. Ma in tanti fortunatamente non ci cascano più.
Quelle stesse persone commentano con fare dispiaciuto e ipocrita quando avviene un omicidio, quando un minore subisce la contesa dei genitori, quando un minore viene rapito dal genitore, viene allontanato dai nonni,dalle figure parentali di riferimento. Nello stesso tempo non perdono tempo ad  inviare  documenti per bloccare il DDL. Mi chedo se quelle donne che manifestano per il ritiro del DDL Pillon sono donne, sono madri. Mi chiedo se quegli uomini che manifestano contro il DDL 735 sono uomini, sono padri…….di cosa stiamo parlando ?
Mi fermo qui…