Volete un caffè? Fate pure, non fa male

Ho bisogno di un caffè

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Volete un caffè? Fate pure, non fa male

Volete un caffè? Fate pure, non fa male

Di Francesca Lippi

Assonnati? Niente di meglio di una bevanda corroborante che risveglia i sensi. Miscele arabiche, tostate, profumate. Il caffè viene visto un po’ in tutto il mondo come un vero piacere, ma è raro pensare che possa portare ulteriori vantaggi, magari alla salute.

Cura il diabete

Forse non tutti sanno che il caffè contiene minerali e antiossidanti che possono aiutare il metabolismo dei carboidrati e la sensibilità all’insulina ritardando l’insorgenza del diabete di tipo 2, quello più comune. Non solo: secondo uno studio condotto qualche anno fa dall’Università del Minnesota, condotta su donne in menopausa che consumavano giornalmente più di sei tazze della nera bevanda, è emerso che questa farebbe ridurre il rischio di sviluppare il diabete addirittura del 33%. Mark Pereira, autore principale dello studio, all’epoca spiegò che “la riduzione del rischio associato con il caffè è indipendente da fattori come il peso e attività fisica e che sembra che ci sia un grande potenziale per il caffè per contribuire a ridurre il rischio di diabete”. Arrivati a quel punto, bisognava solo capire come mai. Ora la risposta la forniscono i ricercatori della UCLA (University of California), che hanno scoperto il meccanismo molecolare alla base dell’effetto protettivo del caffè. Una proteina chiamata SHBG regolerebbe l’attività biologica di ormoni sessuali come testosterone ed estrogeni, che giocherebbero un ruolo importante nello sviluppo del diabete di tipo 2: il consumo di caffè infatti aumenterebbe proprio i livelli di SHBG. Simin Liu, professore di epidemiologia e medicina della UCLA School of Public Health dice che delle 40.000 donne coinvolte nella ricerca, quelle che bevevano almeno quattro tazze di caffè al giorno hanno meno della metà delle probabilità di sviluppare diabete rispetto alle ‘non bevitrici’. Fin dai primi studi, i ricercatori americani hanno individuato un’associazione inversa fra il consumo di caffè e il rischio di diabete di tipo 2: “maggiore è il consumo di caffè, minore sarà il rischio di ammalarsi”. Sembra infatti che il livello della proteina SHBG nel sangue “rispecchi una predisposizione genetica a sviluppare la malattina”, ha detto Liu. “Ora però è  dimostrato che questa proteina può essere influenzata da fattori alimentari  proprio come la quantità di caffè assunta”. Le donne che bevevano quattro tazze di caffè con caffeina al giorno avevano livelli significativamente più elevati di SHBG diminuendo così del 56% la probabilità di sviluppare il diabete: il consumo di decaffeinato  quindi non è risultato significativamente associato con livelli di SHBG.

Per il cuore e contro il cancro

Chi pensa che però la caffeina possa fare male in caso di cardiopatie è fuori strada. Secondo una ricerca apparsa sul Journal of American Heart Association, un moderato consumo di caffè sarebbe collegato con una riduzione di patologie cardiache. Dall’Università di Utrecht, nei Paesi Bassi arriva la lieta novella per i coffee-addicted.  Un consumo giornaliero compreso fra le due e le quattro tazzine di caffè riduce del 20% il rischio di malattie cardiache rispetto a un consumo inferiore o superiore.

Non è solo il nostro cuore a trarre vantaggio da una tazzina fumante.  Vi sono anche risultati sugli effetti benefici del caffè che proteggerebbe da alcuni tipi di tumore. Già l’anno scorso, i ricercatori di Harvard avevano presentato i dati che indicavano una associazione inversa fra il consumo di caffè e il rischio di tumori della prostata: gli uomini che bevevano più caffè presentavano un rischio inferiore del 60% del cancro alla prostata rispetto a coloro che non ne bevevano affatto. L’International Cancer Epidemiology, ha eseguito uno studio su alcuni partecipanti sia bevitori di caffè (circa quattro o più tazze al giorno) e ‘non-bevitori’: nel primo caso si riscontrava una diminuzione del 39% del rischio di tumori della cavità orale e della faringe. Secondo i risultati di un altro studio pubblicato sul Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention ha mostrato una diminuzione del rischio di gliomi -tumori cerebrali- associata all’assunzione di caffè. Questa correlazione è stata ritrovata tra coloro che bevevano cinque o più tazze di caffè o di tè al giorno, secondo i ricercatori dell’Imperial College di Londra. In poche parole: bevete pure liberamente.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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