Il coraggio nell’Arte – Al teatro Rendano di Cosenza con “Alarico – il Musical” – Un’opera pop rock ideata da Mario Palermo e scritta e diretta da Attilio Palermo.

di Lara Ferrara

Lo spettacolo teatrale che ha subito un arresto a causa di intimidazioni, minacce o attacchi gratuiti per mano di ignoti si farà.
Una scelta coraggiosa per l’arte e la recitazione, che camminano a braccetto con la funzione pedagogica, sociale ed educativa, al di là delle intimidazioni, andrà in scena il 18 Maggio al Teatro Rendano di Cosenza.

“Restituire e dare valore ad una figura storica complessa, e certo affascinante. Raccontare di una Roma amministrata da burocrati e lussuriosi reggenti, ben lontana dai fasti imperiali, legata al destino di un uomo venuto dalle terre germaniche, capace di unire sotto la propria egida popoli oppressi, per dar loro radici e terra, educandoli agli usi e ai costumi della romanità, consacrando la sua stessa vita a questo ideale. A leggere in quest’ottica, un esempio di vera integrazione”.

Così, l’autore e regista di “Alarico – il Musical” Attilio Palermo, immagina e ridefinisce la storia Re Alarico nel musical a lui ispirato, come racconto della vita di un condottiero, spinto dall’ambizione e dal desiderio. Fonti storiche ufficiali e aneddotica, infatti, hanno portato alla luce aspetti meno noti del re visigoto, svelando un uomo tutt’altro che “barbaro”.

E proprio a lui ed il resto del cast di Alarico è arrivata la lettera intimidatoria con scritto: “Vi abbiamo hackerato mail e non vi è bastato, abbiamo fatto sparire la macchina del regista e non vi è bastato, abbiamo sabotato gli spettacoli e non vi è bastato, strappato i manifesti, bucato le ruote al vostro compositore, cosa dobbiamo fare ancora per farvi capire che questo Alarico non dovete farlo e non lo farete mai?”

Con questo foglio, privo di una buona sintassi, Attilio Palermo si è presentato alla stazione dei Carabinieri per denunciare l’accaduto.

“Non smetterò mai di credere che l’arte possa solo regalare emozioni e quanto di più puro e bello ci sia. Così come mai smetterò di sentirmi con la coscienza a posto-aggiunge Attilio Palermo- e come da programma andremo in scena più uniti che mai”,con queste parole concitate e molto sentite, il regista, scrittore e drammaturgo prima, vuole esprimere il suo sconcerto in merito a questa vicenda, perlopiù da associare ad una vera e propria “bravata”.

La stessa lettera è stata fatta recapitare al produttore Mario Palermo e al compositore Luigi Morrone, sbigottiti e increduli difronte a cotanta grettezza mentale, dettata da una sorta di invidia,mancanza di rispetto nei confronti di chi fa teatro: la funzione sociale del teatro è qualcosa di tangibile, reale, che avvicina lontani e vicini in uno stesso pianeta, fa incontrare le persone, le accoglie e scopre le anime nel profondo, in un susseguirsi di atti e personaggi.

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Parliamo del musical…

La sepoltura di Alarico, re dei Goti, avvenuta nel 410 d.C. a Cosenza, nel fiume Busento, è uno degli enigmi irrisolti, e per questo ancora più affascinante, della sua storia. E che accadde in terre Bruzie, lo si scrive e racconta da 1600 anni.

Alarico trova la sua forza nel mito. È su questo che poggia l’interesse verso di lui e verso il tesoro con lui sepolto. Questo è il punto di partenza, per accostarsi poi alle vicende umane, in uno spettacolo che, pur con gli adeguati elementi che spostano i personaggi sul piano del romanzato, non si distacca mai dalla autenticità storica riconosciuta.

“Alarico – il Musical” è un’opera pop rock, divisa in due atti nettamente differenti l’uno dall’altro: il primo, dinamico, fondato sull’azione pura; il secondo, molto più introspettivo, struggente. Un’altalena di emozioni che legano a loro volta i personaggi alla storia, ognuno con la propria complessa personalità, ognuno con la propria di storia, gloriosa o drammatica che sia.

Le musiche amplificano il vigore del racconto con l’impronta rock che è forte e prevalente, accanto ad accenni di elettronica e ballad più romantiche nelle scene di maggiore pathos. Note sulle quali le coreografie enfatizzano tutto all’estremo, spostando l’azione su un piano di ulteriore, assoluto coinvolgimento.

L’opera è nata da un’idea di Mario Palermo ed è prodotta dalla Compagnia “Sarà Danza”. Il testo e la regia sono a cura di Attilio Palermo, mentre le musiche originali sono composte da Luigi Morrone. Le coreografie sono coordinate da Mario Palermo con Ilaria Dima, Simona Ammirato e Sara Mola. Alarico è interpretato da Luca Ziccarelli; Stilicone, da Francesco Bossio; Onorio, da Mirko Iaquinta; Ataulfo: è interpretato da Alfredo Giordano; Galla Placidia, da Deborah Di Francesco; Baltica, da Marianna Esposito; infine, Espera, è interpretata da Giulia Aloia e Francesca Olia.

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