Il ritorno di Francis Ford Coppola con il suo progetto personale più ambizioso:la saga Megalopolis

di Lara Ferrara

Il ritorno di Francis Ford Coppola con il suo progetto personale più ambizioso:la saga Megalopolis che, in cantiere da decenni, è in attesa di coinvolgere nuovi “pionieri” del cinema, attori e finanziatori capaci di affidarsi al rischio e alla scoperta di orizzonti inattesi e imprevisti.
A ben otto anni dalla sua ultima pellicola, Twixt del 2011, Francis Ford Coppola, regista icona del cinema mondiale, prepara finalmente il suo ritorno nelle sale, e si tratta forse di uno dei progetti più ambiziosi della sua carriera. Il regista che presto presenterà al Tribeca Film Festival una nuova versione in 4K ed estesa del suo cult Apocalypse Now, inizia la produzione di un suo progetto, di fatto, scritto nel 1983.

La sceneggiatura di Coppola comprende numerosi personaggi, e diversi decenni fa il film prevedeva il coinvolgimento di numerosi interpreti di spicco come Warren Beatty, Parker Posey, Robert De Niro, Russell Crowe, Nicolas Cage, Paul Newman, James Gandolfini, Edie Falco, Claire Danes, Kevin Spacey, e Meryl Streep. Il regista aveva iniziato delle riprese preliminari, ma l’11 settembre bloccò definitivamente il progetto, considerando che il film prevedeva una sequenza di disastro ambientata proprio a New York City.

“Ho in programma quest’anno di iniziare un lavoro importante utilizzando tutto ciò che ho imparato durante la mia lunga carriera, fin da quando a 16 anni ho iniziato facendo teatro. Sarà epico su larga scala, intitolato Megalopolis”, ha rivelato Coppola,”È insolito; sarà una produzione su larga scala con un cast di grandi dimensioni. Farò uso di tutti i diversi stili provati per i miei film che culminano in quella che penso sia la mia voce e le mie aspirazioni. Non è nella corrente principale di ciò che viene prodotto ora, ma io intendo, desidero e, di fatto, ho incoraggiato a iniziare la produzione quest’anno”.

Secondo le prime indiscrezioni anche Jude Law potrebbe essere coinvolto nel progetto. Il regista sta preparando un nuovo progetto che va contro la corrente hollywoodiana del momento, le voci vogliono che la pellicola sia un misto tra Metropolis di Fritz Lang e La fonte meravigliosa di Ayn Rand.

Da tempo assente dal grande schermo, Coppola ci tornerà dunque con un film che aveva scritto nei primi anni Ottanta, ma quando finalmente era pronto a realizzarlo avvennero gli attentati dell’11 settembre 2001 e il progetti venne abbandonato.La storia è infatti ambientata a New York, dove un architetto cerca di ricostruire una versione utopistica della città dopo una catastrofe.

“Nel cinema come nella vita cerco tutte le avventure possibili senza necessariamente sapere se ci sarà un ‘happy ending’, anche se la speranza è che alla fine l”happy ending’ arrivi”

Coppola definisce il cinema moderno “molto industriale” al pari di altre industrie,come quella alimentare, punta a far soldi con film di scarsa qualità distribuiti in tutte le salse, con i soliti supereroi a vincere il nemico.
Un’arte che il maestro definisce “malata”. Sintomo di quella spinta a cercare la felicità nella ricchezza che contagia anche la società, in particolare quella americana dove c’è “un governo assurdo” e dove oltre ad avere grossi problemi con le armi c’è un problema più latente, la “salute mentale”.

Il futuro però è dei giovani, “Sono loro -dice il regista- capaci di vedere oltre”. Un po’ come fece Xerox con Ibm diventando pioniere delle fotocopiatrici e poi surclassata a sua volta da Apple che con un rampante Steve Jobs scommise sul pc con interfaccia a icone e mouse. La scommessa moderna per il cinema è puntare sulle produzioni indipendenti.

“E se non si consente ai giovani di sviluppare dei piccoli film indipendenti, che siano da un milione di dollari o molto meno costosi, magari girati con un iPhone, non riusciremo ad avere qualcosa di davvero significativo”…

In tanto aspettiamo con ansia l’ultimo capolavoro del Maestro