Venezia 76, Leone d’Oro a Joker

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Dall’inizio Joker era indicato a ragione tra i possibili vincitori. Una pellicola che va ha toccare la parte più intima e profonda della mente umana.

Nella Gotham City del 1981, Arthur Fleck è un aspirante cabarettista il cui scarso successo ed è costretto a lavorare di giorno come pagliaccio. Alienato ed emarginato dalla società, nel tentativo di ribellarsi a questa sua esistenza finisce per dare il via a una serie di eventi che lo trasformeranno in una delle peggiori menti criminali che la storia di Gotham abbia mai visto
Joker ha il volto di Joaquin Phoenix. L’acerrimo nemico di Batman si è guadagnato il ruolo di protagonista in un film a lui dedicato, diretto da Todd Phillips.

Un film diverso da ciò che ci si aspetta, non è un Joker pagliaccio/criminale come il personaggio immaginario nato dalla collaborazione di Bob Kane, Bill Finger e Jerry Robinson, che ha esordito nel 1940 nel primo numero della serie a fumetti Batman, ma un uomo solo ed emarginato, segnato dalla malattia,  confuso e in cerca di accettazione da parte di una società  che lo deride, e alla ricerca costante della felicità si nasconde dietro ad un sorriso costruito. La solitudine lo porta a perdere completamente il contatto con la realtà e diventa il peggior criminale di sempre

Un film toccante, che accende i riflettori su un problema sociale molto attuale, la solitudine dovuta alla malattia qualunque essa sia. Todd Phillips è riuscito da un personaggio dei fumetti a creare un vero capolavoro moderno, che mette in evidenza una difficoltà dovuta alla mancanza di assistenza ai malati.

 
di Rita Angelini

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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