Tutte le bufale che dovete sapere sul coronavirus

Cresce l’apprensione (e anche l’ignoranza) per il nuovo coronavirus (2019-nCoV) arrivato dalla Cina, in particolare dalla città di Wuhan, e oltre i timori collegati a questa epidemia, stanno ovviamente aumentando anche le notizie false e allarmistiche.
Di fatti circolano alcune notizie false sul fatto che il coronavirus sia arrivato in Italia ma ad oggi non ne è stato ancora riscontrato nessun caso. Il rischio che arrivi qualcuno dalla Cina che ha contratto il virus è “moderato” ma, viste le misure precauzionali che sono state disposte negli aeroporti, il rischio che l’infezione si trasmetta in Italia (e in generale nella Ue) è ritenuto molto basso.
Ci sono però delle raccomandazioni generali che ha dato l’Oms per evitare la diffusione del virus. Queste sono: evitare il contatto stretto con soggetti affetti da infezioni respiratorie acute; lavare frequentemente le mani, in particolare dopo contatto con persone malate o con il loro ambiente; evitare contatti non protetti con animali di fattoria o selvatici; persone con sintomi di infezione acuta delle vie aeree dovrebbero mantenersi a distanza, coprire colpi di tosse o starnuti con fazzoletti usa e getta o con i vestiti e lavarsi le mani; rafforzare, in particolare nei pronto soccorso e nei dipartimenti di medicina d’urgenza, le misure standard di prevenzione e controllo delle infezioni.

La preoccupazione è infondata, il direttore del dipartimento malattie infettive dell’istituto superiore di sanità, Giovanni Rezza, ha rassicurato sul fatto che il rischio di contagio non riguarda il cibo, non si corre alcun pericolo mangiando in ristoranti cinesi in Italia.
La stragrande maggioranza dei contagiati sopravvive al virus. Per ora su 581 casi confermati i morti sono 17, dunque la percentuale dei decessi causati dal virus è del 3 per cento scarso (meno di 3 pazienti su 100 che hanno contratto il coronavirus 2019-nCoV sono deceduti). Il dato è ovviamente ancora del tutto provvisorio.

Richard Horton, direttore della prestigiosa rivista di medicina The Lancet, invita alla cautela vero, ma i media stanno fomentando all’ansia parlando di virus killer aumentando quindi le psicosi e le paure. In verità, da quello che sappiamo attualmente il 2019-nCoV (sigla del virus) ha una trasmissibilità moderata e una patogenicità relativamente bassa. Non c’è motivo di incoraggiare il panico con un linguaggio esagerato ed esasperato.

Sono circolate alcune notizie false e teorie cospirazioniste in proposito, che sostenevano la diffusione del virus fosse in qualche modo un complotto delle grandi industrie farmaceutiche per vendere più vaccini. Si tratta ovviamente di bufale che sono state già dimostrate false. Non esiste ancora un vaccino per il coronavirus 2019-nCoV.
Si “twitta” anche il coronavirus cinese sarebbe un virus brevettato nel 2015 dal Pirbright Institute. Un brevetto poi approvato dal governo degli Stati Uniti.
Ma anche questa a notizia è falsa. Come hanno svelato i fact-checker americani di Snopes.com, l’azienda ha in realtà chiesto un brevetto per creare un vaccino per prevenire malattie di tipo respiratorio in uccelli e altri tipi di animali. Questo virus non è però dello stesso ceppo che si sta diffondendo in Cina in questi giorni.
Altra cosa sul fatto che il virus sarebbe stato trasmesso dai serpenti, come ipotizza una ricerca condotta da un team di ricercatori cinesi… Altri autorevoli scienziati, da tutto il mondo, sostengono però che non ci siano prove a sufficienza per sostenere che questo virus possa infettare altre specie diverse da mammiferi e uccelli.

Lara Ferrara

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