Armocromia: I colori del benessere

Fu a cavallo tra gli anni ’20 e ’30 che l’artista americano Robert C. Dorr comprese che diversi colori risultavano più armoniosi tra loro se si usavano sfumature dallo stesso sottotono, o giallo (caldo), o blu (freddo).
Dorr studiò a lungo la psicologia dei colori e applicò la sua teoria dei sottotoni lavorando come consulente cromatico in ambito industriale: prima nell’arredamento, poi nell’industria tessile, infine nella cosmesi.
A lui dobbiamo la creazione del Color Key System, ovvero due palette composte da 170 colori ciascuna, chiamate Chiave I e Chiave II; la prima adatta alle persone che, a prescindere dall’etnia, presentano pelle, capelli e persino denti dal sottotono freddo, la seconda per le persone dal sottotono caldo. I colori simbolo delle due palette erano il magenta (Chiave I, freddo) e l’arancio (Chiave II, caldo). Dagli anni cinquanta in poi, Dorr insegnò il suo programma Color Key, diventando di fatto il pioniere dell’armocromia.

Nel periodo in cui Dorr si affermò come consulente cromatico per la persona, la stilista ed esperta di design Suzanne Caygill elaborò un proprio metodo di analisi del colore, probabilmente inflenzata sia dal Color Key System, sia dalla sua socia Edith Head, consulente d’immagine per gli studios di Hollywood.

Oltre Dorr, anche la Caygill aveva studiato decorazione d’interni e psicologia del colore e negli anni cinquanta conduceva Living with Suzanne, un programma televisivo in cui parlava di moda e miglioramento di sé. Gran parte del suo lavoro consisteva nel creare guide e palette individuali per i propri clienti, perché riteneva che stile, colore e personalità fossero legati a doppio filo.
Nel 1980, ormai sulla cresta dell’onda, fondò la sua Accademia del Colore e pubblicò il testo Color: the Essence of You, nel quale individuava diversi sottogruppi per ogni stagione, ai quali dava nomi evocativi tipo “autunno metallico”, “inverno dinamico” e “primavera precoce”.

Ma torniamo a noi.
La curiosità per questa “disciplina d’immagine” (la chiamerò così) mi ha spinto a cercare un’esperta nostrana per testarla su di me.
E così , grazie all’organizzatrice d’eventi milanese Irma Liberato, ho conosciuto la consulente d’immagine Giovanna Panuccio, esperta di armocromia.

Giovanna è nata in Italia ma, nel corso della sua vita è stata “adottata” dalla Russia, dove ha studiato e lavorato per qualche anno come agente marketing per gli esteri.

Laureata in lingue, ha frequentato lo SuperStudio13, a Milano, set per eccellenza dei più grandi fotografi di moda.
In questo ambito ha affinato la sua conoscenza con un corso per redattori e fashion stylist.
Come Redattore di moda ha collaborato sia con diverse riviste,italiane ed estere, sia che TV straniere.

Giovanna cosa ti ha spinto poi verso la armocromia?

GP: “Amo molto incontrare persone diverse, la conoscenza delle lingue (italiano, russo, francese, inglese) mi aiuta in questo.
Dalle sempre più frequenti passeggiate tra Milano e il Canton Ticino, con le amiche russe, è nata l’idea di dedicarmi, inizialmente, all’attività di Personal Shopper, attività che riunisce diverse mie passioni: la moda, le lingue straniere, l’organizzazione di piccoli eventi, come chiamo le visite in Italia dei clienti stranieri che si rivolgono a me.
Quello che mi ha spinto ha praticare consulenza d’immagine e di conseguenza anche l’armocromia è principalmente fare in modo che chi si rivolge a me torni a casa felice. È una sorta di sfida che si rinnova ogni volta.
La Consulenza d’Immagine in tutte le sue sfaccettature, l’Analisi del Colore, hanno il compito di valorizzare ciascuna persona”.

È quindi una disciplina per il benessere psicofisico della persona, una sorta di filosofia appunto, estetica?

GP: “Di solito chi affronta questo percorso con me acquista una sorta di consapevolezza sulla propria immagine come avesse acquisito una seconda pelle.
E’ per alcuni incredibile scoprire come un colore possa marcare di più le rughe e un altro farle quasi sparire!
Sono preziosi consigli che sicuramente sono un ottimo nutrimento per psiche ed anima. Quindi si la consulenza d’immagine si può certamente definire una terapia per il benessere della persona”.

*foto copertina articolo di Sara Busiol

Lara Ferrara

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