L’Ordine dei Medici chiede di tutelare tutti gli operatori sanitari

I medici non vogliono essere chiamati eroi quando risolvono situazioni di emergenza in condizioni difficili.

Sono anni che sono stati abbandonati dal governo, considerati un peso economico.

Si sentono lasciati soli dalle autorità e dalla politica e ora li si vuole trasformare in eroi per poi dimenticarsene alla fine emergenza?

“E’ ora di finirla!”.
Dichiara il presidente dell’Ordine dei medici di Savona Luca Corti.

«In questo momento tutti i medici e tutto il personale sanitario sta lavorando allo stremo delle forze senza cedere di un millimetro per arginare questa epidemia. Quando tutto questo sarà finito si faranno i conti e si dovrà partire con una lotta seria, cattiva e senza esclusione di colpi contro chi negli ultimi anni ha affossato una professione, contro chi ha volutamente ridotto il numero di specialisti e creato un numero impressionante di laureati in medicina che non avranno sbocco professionale perché privi di specializzazione o di borsa di studio per la medicina generale. Contro chi ha distrutto la sanità per mero calcolo economico. Dovranno cadere molte teste, esecutori e mandanti di queste scelte scellerate».

«Sono dieci anni che la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri ha lanciato l’allarme che è stato ignorato. I medici ospedalieri ed i loro sindacati hanno dovuto accettare un rinnovo del contratto non soddisfacente dopo 10 anni di vacanza contrattuale perché altrimenti non si sarebbe ottenuto nulla per molti anni avvenire! Lo stesso vale per i medici convenzionati! Tutti hanno trattenuto la rabbia ed hanno continuato a lavorare con grandissima professionalità. Anche i liberi professionisti sono abbandonati dalla politica e dalle istituzioni considerati poco più di una categoria da tassare e basta con molte meno tutele dei dipendenti ma con gli stessi doveri.

Quando finirà l’emergenza dovremmo dichiarare guerra. Una guerra vera! Un paese civile dovrebbe prevedere situazioni di emergenza. Le emergenze vanno anticipate, non inseguite in affanno, dovrebbero esserci enormi quantitativi di dispositivi di protezione individuale a disposizione di sanitari e popolazione, i famosi DPI, che invece non ci sono. I DPI costano poco hanno lunghissime scadenze e possono essere immagazzinati sia centralmente che nelle varie regioni. Una epidemia, che sia causata da Coronavirus, Ebola o altri nuovi patogeni che non immaginiamo neppure potrà nuovamente scatenarsi all’improvviso. E deve trovarci preparati».

«Questa è un’incompetenza dei vertici nazionali. Si pretende di mandare gli operatori sanitari al macello privi di dispositivi di sicurezza indispensabili! Se termineranno i dispositivi tutti i servizi sanitari saranno costretti a chiudere: nessuno può pretendere il suicidio dell’intera classe medica e delle professioni sanitarie! E non si tratterebbe di un suicidio ma di un omicidio di massa. Alla fine dell’emergenza vogliamo veder cadere tutte le teste che con incompetenza hanno guidato la sanità nazionale negli ultimi 10 anni! La sanità dovrà essere totalmente riconsiderata, è ora di finirla di considerarla una spesa è un investimento, una sanità che funziona bene produce una popolazione più sana con migliore speranza di vita. I medici e gli operatori sanitari continueranno a lavorare per questa emergenza fino alla fine con la abituale competenza e professionalità ma. E non chiamateci eroi!»

Lara Ferrara

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