Regione Lombardia: Aifa approva sperimentazione Avigan

Il ministro della salute Speranza ha reso ufficiale la sperimentazione del farmaco Avigan e la Lombardia procederà ha sperimentare su approvazione dei pazienti.

Il direttore generale di AIFA ( Agenzia italiana del farmaco), Nicola Magrini, ha comunicato nella riunione del Comitato Tecnico–Scientifico di questa mattina che dopo una prima attenta analisi sui dati disponibili relativi ad Avigan, svilupperà un programma di sperimentazione e ricerca per valutare l’impatto del farmaco nelle fasi iniziali della malattia. Nei prossimi giorni i protocolli saranno resi operativi in Lombardia e Veneto, come già avvenuto per le altre sperimentazioni in corso.

Lo dichiara il ministro della Salute, Roberto Speranza, dopo l’incontro con il direttore generale di AIFA.

Secondo il parere del virologo Burioni
non esistono evidenze scientifiche in merito e sottolinea in un tweet di non fidarsi di alcuni annunci che arrivano dall’estero.

“Il farmaco russo, il preparato giapponese, la vitamina C, la pericolosità dell’ibuprofen, i proclami sugli Ace inibitori che i somari scrivono Eca – scriveva l’esperto – hanno una cosa in comune: sono tutte scemenze. Le novità vi arriveranno dalle autorità sanitarie, non dai social o da YouTube”.

Alcuni giorni fa le autorità cinesi fa sostenevano che il farmaco nipponico, sviluppato dalla Fujifilm Toyama Chemical, sia stato efficace nel trattamento di alcuni pazienti contagiati dal coronavirus. Il suddetto farmaco, come ha riportato il anche il “Guardian”, sarebbe stato utilizzato con successo nel trattamento di trecentoquaranta pazienti tra Wuhan e Shenzhen.

Tra i pazienti a cui è stato somministrato il farmaco ci sarebbero negativizzazioni nel giro di quattro giorni. Mentre nei pazienti non trattati, ci avrebbero impiegato ben undici giorni per arrivare allo stesso risultato. Inoltre, le radiografie hanno confermato miglioramenti nelle condizioni polmonari nel 91% dei pazienti a cui è stato somministrato il farmaco. La percentuale scende al 62% se si considera chi non ha ricevuto Avigan. Nessun commento ufficiale, al momento, dalla Fujifilm Toyama Chemical.
Lo studio più citato finora sull’Avigan e il coronavirus è una ricerca condotta in Cina da Qingxian Cai (Università di Shenzhen) su ottanta pazienti, per mettere a confronto gli effetti del farmaco con quelli di altri antivirali (lopinavir/ritonavir).

Due parole sull’Avigan.

“Avigan” è il nome commerciale del “Favipiravir” , un farmaco antivirale sviluppato dall’azienda farmaceutica Toyama Chemical (del gruppo giapponese Fujifilm) attivo contro alcuni tipi di virus a RNA. È stato progettato con l’obiettivo di bloccare i meccanismi utilizzati dai virus per replicarsi nell’organismo, in modo da aiutare il sistema immunitario a sbarazzarsene, in tempi più rapidi e con minori conseguenze per la salute.

Il farmaco è stato approvato dalle autorità di controllo giapponesi nel 2014, prevedendo un suo possibile utilizzo nel caso delle pandemie influenzali, quindi causate da virus diversi dal coronavirus. A oggi ci sono però ancora dubbi sull’efficacia dell’Avigan, soprattutto nella sua capacità di proteggere le cellule che compongono i tessuti delle vie aeree superiori, dove di solito i virus influenzali fanno più danni.

A differenza di quanto sostiene Aresu, a oggi l’impiego dell’Avigan in Giappone è consentito solamente in particolari condizioni di emergenza, quando altri antivirali si dimostrano inefficaci. Inizialmente Toyama Chemical sperava che l’approvazione da parte delle autorità potesse includere più casi, facendo dell’Avigan un sostituto del Tamiflu, farmaco sul mercato ormai da tempo e che dà risultati positivi nel trattamento di alcune sindromi influenzali. Attualmente l’impiego dell’Avigan è consentito in Giappone e da circa una settimana in Cina, mentre il farmaco non è ancora approvato dalle principali autorità per i farmaci al mondo come la statunitense FDA e l’europea EMA.

Lara Ferrara

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