Roma, inaugurata la mostra “Anatomicità” di Sara Cordovana

image_pdfimage_print

di Stefania Taruffi


Ha inaugurato ieri a Roma, presso il Ristorante Otto e mezzo, la bellissima mostra della giovane pittrice Sara Cordovana. Un trionfo di sensualità tutta al femminile, di ‘anatomicità’ allo stato puro, di corpi e dettagli dai quali emerge tutto il mondo interiore ed espressivo della Donna, nuda e scalza, immersa nell’apoteosi del rosso  passione, il colore  del suo grande cuore pulsante. La Bellezza espressa partendo da dettagli fisici, dalle pieghe della carne, dagli incroci di mani e dai movimenti delle dita dei piedi; da precise espressioni del volto e pose sinuose, dalle quali emerge con prepotenza e voluttà l’anima dalle mille sfumature di quell’essere meraviglioso che sa essere la ‘donna’: i suoi delicati sogni, le fragili paure, l’intrepida stanchezza, la sottile ironia, la dolce passione, la sua forza creatrice, i suoi turbamenti. Calzante la descrizione espressa dal critico Francesco Gallo: “Sara corre, sempre, sul filo sottile che attraversa il senso del reale più reale, reso in stupefatta rappresentazione di un particolare che non tocca da nessuna parte, sospeso com’è a una forzatura che non ammette replica, fissa a un’idea del turbamento che raccoglie i legami invisibili, con la bellezza, con tutti gli sconfinamenti del corpo, che sono colti in un momento di ginnastica impossibile e sottoposti a un’osservazione, direi, quasi intima. Avviene così la vibrazione di ogni molecola, di ogni componente, della mano, del piede, del volto, delle dita, delle unghie, degli occhi, delle labbra….”.

Volutamente asimmetriche, quasi tutte le tele presentano uno spazio ‘vuoto’, riempito solo dal colore e uno ‘pieno’, in cui il soggetto emerge e riempie di sé lo spazio creando il Tutto. Nel mondo espressivo  di Sara, come in molte opere di giovani talenti emergenti, affiora tutto lo spirito del nostro tempo: la necessità di riempire il vuoto delle nostre esistenze, della società e dei valori, con la vita allo stato puro, mettendo la ’persona’, denudata degli orpelli imposti, al centro dell’interesse dell’osservatore, senza renderla invadente. La donna, com’è nella sua indole più profonda, viene posta a un lato a riflettere, osservare, sognare e in questo silenzio denso di pensieri visibili, è pronta a colmare i vuoti emotivi che ha di fronte a sé con la sensibilità e la bellezza tipiche del suo mondo interiore, che emerge dalle pieghe della sua anima carnale. Un invisibile afflato di divina dialettica con l’invisibile, come solo una donna sa fare.

Ristorante Otto e mezzo: Via Boncompagni, 83/85
La mostra si protrarrà fino al 27 febbraio 2011.
www.saracordovana.it

Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *