Antiche festività: Oggi si festeggia la Dea Luna

Oggi, ultimo giorno del mese di marzo, si festeggia la dea Luna.
Regolatrice di stagioni e mesi, il suo culto di origine italica veniva già celebrato presso i Sabini e gli Etruschi col nome di Catha o Cavtha. Fu il re sabino Tito Tazio ad importare a Roma il culto di Luna, mentre il tempio a lei dedicato sull’estremità occidentale dell’Aventino (templum o aedes Lunae) sarebbe stato edificato per volere di Servio Tullio vicino al tempio di Diana, dea lunare anch’essa. Sul Palatino invece sorgeva un antichissimo tempio intitolato a Luna Noctiluca, ricordato dall’erudito Varrone.

Il primo riferimento al tempio sull’Aventino riguarda un prodigio avvenuto nel 182 a.C., quando un turbine ne scardinò le porte facendole cadere nel retro del tempio di Cerere. Dopo la distruzione di Corinto nel 146 a.C., Lucio Mummio dedicò in questo tempio alcune delle opere depredate dalla città greca.
Nel 123 a.C., nel tempio della dea Luna cercarono inutilmente scampo Gaio Sempronio Gracco e i suoi sostenitori, mentre al tempo della morte di Cinna (84 a.C.) l’Aedes Lunae venne colpito da un fulmine.

Nelle rappresentazioni della luna, la dea viene raffigurata con una falce lunare sul capo e con i corni rivolti verso l’alto, a volte su di un carro trainato da buoi.
La dea della luna era una divinità notturna e connessa al mondo degli inferi, con diversi attributi passati poi alla dea Diana.
La luna è presente, insieme al sole, anche in molte rappresentazioni della tauroctonia raffiguranti l’uccisione rituale del toro bianco presente nei mitrei.

“Era notte e splendeva nel cielo sereno la luna“.
Orazio (Epodi,15,1)

Immagine di copertina:
Statua della Dea Luna, Musei Capitolini
Roma

Lara Ferrara

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