Lombardia, sei robot in corsia a Varese

Si chiamano Sanbot Elf e assieme ad altri cinque esemplari, avrebbe dovuto accogliere i visitatori all’ingresso della mostra “Robot, The Human Project”. Riprogrammato, è stato inviato in prima linea ad aiutare medici e infermieri, oltre tutto monitorano i pazienti in terapia intensiva e sono empatici.

Dovevano accogliere i visitatori all’ingresso della mostra “Robot, The Human Project” già allestita negli spazi del Mudec di Milano e pronta per essere inaugurata all’inizio di marzo ma quando è scoppiata l’emergenza del coronavirus hanno chiuso tutti i musei del paese.

Così grazie alla loro predisposizione, cioè quella di riconoscere le emozioni delle persone, i Sanbot Elf hanno cambiato missione: prelevati da una sala vuota e riprogrammati, i piccoli robot sono stati inviati in prima linea ad aiutare medici e infermieri stremati che da giorni combattono contro il virus.

Tutti questo all’ospedale di Varese dove l’azienda socio sanitaria Sette Laghi ha lanciato una sperimentazione per cercare soluzioni innovative che possano dare rinforzi al personale ormai stremato da settimane di lavoro straordinario. Il Mudec e 24 Ore Cultura, produttore della mostra, hanno risposto con entusiasmo all’appello mettendo a disposizione il loro esemplare che insieme ad altri cinque robottini dal 27 marzo è al servizio dei medici in un reparto dove sono ricoverati 12 pazienti affetti da Covid-19. Ognuno di loro, entrando nelle stanze dei pazienti, è in grado di monitorare le condizioni di due malati per volta grazie alle telecamere di cui sono dotati: una strategia che permette di ridurre gli ingressi del personale sanitario, che controllano a distanza, alleggerendo il carico di lavoro e abbattendo l’uso di dispositivi di protezione che iniziano un po’ ovunque a scarseggiare.
Questi robot sono realmente preziosi: tramite loro infatti, medici e infermieri possono parlare al paziente e che, se non è intubato, può a sua volta rispondere mandando messaggi vocali. “Ovviamente questi robot non eliminano il contatto umano con il paziente, ma riducono gli accessi – spiega il professor Francesco Dentali, direttore del reparto di Medicina ad alta intensità dell’Ospedale di Circolo di Varese -. Anzi, facendoci risparmiare il tempo della vestizione e svestizione, che ha un impatto notevole sulla nostra attività, a migliorare sarà anche la qualità del tempo che dedicheremo a loro”.

Si tratta di un robot fatto per l’interazione con le persone un passo avanti sull’evoluzione tra robot e umanoidi, dove i robot non solo usati come oggetti, ma sono utilizzati per lo sviluppo della collaborazione tra esseri umani e robot.

Lara Ferrara

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