Professione influencer: Intervista a Candy Valentino

Con l’aumento dell’utilizzo delle nuove tecnologie, tutto è cambiato. La pubblicità stessa è stata investita negli ultimi anni da diversi cambiamenti: il più recente è legato alle grandi piattaforme ed applicazioni web. Si è aperta così una nuova era di comunicazione, più economica, più rapida, più diretta.
La pubblicità viene affidata a piccoli annunci che anticipano ogni video su YouTube, a volte un po’ fastidiosi per i consumatori. La stessa cosa avviene su Instagram, dove sono sempre più diffusi gli spot.
Una forma di pubblicità ancora più diffusa ed efficace sui social network è rappresentata sempre più dagli influencer.

Chi è una influencer?

L’ho chiesto a Laura Mancini, giornalista dal 2006, collaboratrice e caporedattrice di numerose testate cartacee e online, a livello locale e nazionale, autrice di racconti e poesie fin dal 2000. Laura dopo quindici anni di attività focalizzata principalmente sulla promozione dell’arte e della cultura, si è reinventata usando uno pseudonimo e creando un personaggio: Candy Valentino.

La ragione della scelta del nome ha a che fare con i suoi “miti” di gioventù, il cantante Robbie Williams e il pilota di moto GP Valentino Rossi. In questo articolo raccoglierò la testimonianza di questa scrittrice, che da giornalista si è trasformata in blogger e poi in influencer. La sua attività è iniziata con il blog https://www.candyvalentino.it/, incentrato sulle due eccellenze del made in Italy, la moda e l’enogastronomia e con il quale Laura (alias Candy) ha raggiunto rapidamente dodicimila followers sul profilo Instagram, diventando, appunto, quella che oggi si può chiamare una micro-influencer.

Parlaci di questo cambiamento: come è avvenuto questo passaggio?

CV: «Il mio amore per la musica ed il teatro, che ho promosso come critico e come addetto stampa per anni, non si è mai spento e rimarrà sempre – spiega Laura – ma ad un certo punto del mio percorso mi sono resa conto di quanto mi fossi “impigrita” e tendessi a fare il mio lavoro sempre nello stesso modo, senza rinnovarmi, mentre le nuove generazioni utilizzavano strumenti che io praticamente ignoravo.
Un paio di anni fa, allora, ho preso la decisione di aprire il blog CandyValentino.it per rivolgermi al lettore con un approccio diverso da quello giornalistico».

Qual è la differenza fondamentale tra l’attività di scrittura come giornalista e quella come blogger?

CV: «Quando hai fatto giornalismo per tanti anni, difficilmente riesci a “tradire” quella che è stata la tua impostazione da sempre. La mia regola numero uno è sempre stata il rispetto nei confronti del lettore, che deve essere il mio primo riferimento e non devo mai prendere in giro. È una regola che mi ha sempre ripagato e non l’ho abbandonata nemmeno come blogger.
Una prima differenza importante è sicuramente la “forma”: sul mio blog, mi permetto di rivolgermi al pubblico in modo più confidenziale, “dandogli del tu”. Gli racconto le mie esperienze, condividendole con entusiasmo, accorcio le distanze tra di noi. Do consigli e suggerimenti e mi permetto di parlare spesso in prima persona. Apparentemente, posso sembrare più “leggera” ma in realtà sono sempre molto seria anche in questo.
Un’altra cosa che è cambiata molto è la mia tecnica di scrittura, che è più orientata alla SEO e a “piacere a Google”… ma fino a un certo punto, perché non posso snaturarmi.
Poi, come blogger e come micro-influencer su Instagram, posso scegliere se avviare collaborazioni con aziende che mi chiedono di far loro pubblicità attraverso i miei canali, cosa che su una testata giornalistica non avrei potuto fare. Le accetto, quando la filosofia aziendale è in linea con la mia, ma rendo sempre molto evidente al lettore che si tratta di pubblicità: credo che questo sia molto importante».

Sei mai stata criticata da quando hai avviato questa nuova attività?

CV: «Sì, eccome. Molto spesso sono stata snobbata già solo per aver associato la parola “influencer” alla mia professione. In particolare, credo sia stato per il fatto che, da quando un paio di anni fa ho avviato il mio profilo Instagram, ho iniziato a postare anche foto in cui mi metto in mostra, ci metto la faccia. Non ero molto abituata ad espormi e a pubblicare le mie foto, nemmeno su Facebook, in passato. Questo ha coinciso con un momento particolare di cambiamenti importanti nella mia vita. Ho sentito l’esigenza di mettermi in discussione e di provare cose nuove e giocare un po’ con la mia immagine e molti non lo hanno capito.
Spesso, tra l’altro, si fa molta confusione sul termine Influencer e lo si snobba con superficialità, perché non se ne comprende il significato. Io mi auguro di essere “influente” col mio pubblico, invogliandolo a riscoprire le eccellenze italiane nel mondo, le aziende legate al settore della moda e dell’enogastronomia in Italia che fanno una lavoro di tutto rispetto, paragonabile, in molti casi, a vera opera d’arte».

Quanto è efficace questo nuovo metodo di comunicazione del marketing?

CV: «Senz’altro è necessario aggiornarsi e aprirsi alle novità, non condannarle per principio ma cercare di comprenderle.
Il lavoro del comunicatore ha assunto molte sfaccettature oramai ed è inutile e anacronistico negarlo. L’informazione si può fare attraverso molti canali ma ciò che conta, a mio avviso, non è il canale che si sceglie ma come la si fa».

Lara Ferrara

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