Il kit personale di Napoleone? Una biblioteca imperiale itinerante

Non tutti sanno che durante le sue campagne militari, Napoleone Bonaparte, non voleva rinunciare mai al piacere della lettura.
In quei tempi il suo impero non aveva archivi di testi digitalizzati, inchiostro elettronico o porte usb. Quindi Napoleone usò un’altra fonte di ingegnosità.

A Napoleone piaceva trasportare i suoi libri, le sue opere preferite ogni volta che faceva un viaggio o iniziava un conflitto armato, quindi progettò delle vere e proprie librerie portatili che gli garantivano di avere con sé i suoi amati libri.

Nel diciassettesimo secolo si usava archiviare i manoscritti più piccoli all’interno di una scatola a forma di libro,come questa piccola biblioteca giacobita che è mostrata nella foto dell’articolo.

Scavata in un fascicolo più grande di legno di mogano (a volte poteva essere anche quercia) e ricoperta di pelle di scrofa, conteneva circa altri sessanta piccoli libri.

Napoleone aveva poi sviluppato un modello di classificazione per archiviare le sue letture; Ad ogni volume aveva associato un numero e nel luglio 1803 si rivolse a un gentiluomo artigiano librario, Antoine-Alexandre Barbieri, a cui ordinò di creare una piccola biblioteca itinerante di mille opere. L’uomo venne poi nominato critico e consigliere delle sue opere.

Questa incredibile biblioteca itinerante è un primo accesso alla cultura che attraversa i secoli.
In essa sono contenuti quaranta opere sulla religione, quaranta drammi, quaranta volumi di epopee e sessanta di poesie. Cento romanzi e sessanta volumi di storia, il resto consiste in ricordi e biografie tutte le precedenti epoche.

Le custodie sono rivestite in pelle e foderate all’interno, alcune in velluto, altre in tela verde. Contenevano ciascuna una sessantina di volumi posizionate in due file come sugli scaffali di una biblioteca vera.

Lara Ferrara

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