La magia dei giganti di pietra del “Lost Gardens of Heligan”

Possiamo trovare affascinanti sculture di pietra vagare per i verdi campi della Cornovaglia, in Inghilterra.

Partiamo dal principio..

Come già sapevano gli antichi egizi, greci e romani ma anche popoli lontani come i Nabatei, le virtù delle piante medicinali dovevano essere celebrate e a loro dedicavano spazi appositi.
Tutto questo da molto prima degli “Horti sanitatis” medioevali e rinascimentali, che nacquero in Italia nei secoli attorno ai conventi e scuole di medicina.
Così le coltivazioni di piante medicinali, ed altre specie di cui si volevano conoscere le proprietà terapeutiche, presero il nome di orti botanici poi evoluti in giardini botanici perché volevano avere uno scopo non solo di studio ma anche ricreativo.

In Gran Bretagna, uno dei più famosi e stupefacenti giardini botanici i “Lost Gardens of Heligan” si trovano in Cornovaglia. La loro storia inizia con la famiglia Tremayne, che acquistò Heligan House nel 1659. La casa, chiamata con una parola locale, “helygen” (albero di salice), subì nel corso del tempo varie trasformazioni e ampliamenti ma il vero punto d’interesse era la sua posizione sulla cima di un’altura che domina il villaggio di Mevagissey.

Lì si estendono i meravigliosi giardini di Heligan, abbandonati per molti decenni, che per questo, dopo il loro recupero, hanno preso il nome “I Giardini Perduti di Heligan”.

Splendidi fino allo scoppio della prima guerra mondiale quando il proprietario decise di affittare la sua proprietà in Cornovaglia, che fu usata anche dalle forze armate statunitensi come base. Negli anni settanta la casa fu divisa in appartamenti e venduta, mentre i giardini, rimasti di proprietà della famiglia di Tremayne, finirono in completo abbandono.

Alla morte di Jack Tremayne, che non aveva avuto figli, la tenuta divenne di proprietà di un trust appartenente a rami diversi della famiglia. John Willis (uno dei membri del trust) che viveva nella zona, iniziò ad interessarsi alla tenuta, e riuscì a coinvolgere Tim Smit, un imprenditore discografico oggi conosciuto per il più recente Eden Project, il più grande progetto di giardini chiusi in due enormi biosfere, sempre in Cornovaglia.

Smit si innamorò subito e perdutamente dei giardini abbandonati di Heligan e nel 1992 li riportò all’antico splendore, tanto da divenire uno dei giardini botanici di maggiore interesse del Regno Unito.

Surreale è camminare lungo i sentieri, tracciati probabilmente oltre duecento anni fa, attraverso macchie di alberi esotici, lungo le rive di laghetti alimentati da una pompa idraulica vecchia di cento anni,un giardino all’inglese, quello all’italiana (nato probabilmente dalla passione di Jack Tremayne per il nostro paese), gli orti, una selvaggia giungla di felci giganti, sono solo alcune delle meraviglie dei Giardini Perduti di Heligan.
Presenti anche arbusti di Rododendri e camelie, enormi bambù, e addirittura un “pozzo d’ananas” (una tecnica per coltivare la pianta tropicale nei climi freddi, grazie al calore prodotto dal letame), l’unico rimasto in Europa.

Ci sono anche due spettacolari statue, opera della scultrice Susan Hill: la “Donna di fango” e la “Testa del gigante”, coperte da muschi e licheni, che si confondono con il terreno, come se fossero quasi sepolte nella terra, mentre i capelli, composti da vari tipi di piante, si muovo sinuosi alla brezza del vento.

I Giardini Perduti di Heligan, rappresentano la realizzazione di un sogno per chi li visita. Lo stupirsi ancora di fronte alla meraviglia della natura, plasmata dalla fantasia dell’uomo.

Lara Ferrara

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