Patrimonio culturale italiano svenduto?

Patrimoni svenduti a multinazionali e magnati? In Italia è arrivato il momento dei saldi…

Il patrimonio culturale italiano svenduto a predatori stranieri che approfittano degli effetti della crisi del Covid per fare acquisizioni a basso costo. Siamo nelle mani di facoltosi investitori senza scrupoli,meramente interessati a privatizzare i patrimoni collettivi in resort per miliardari e “boutique hotel“.

Basti pensare che in Italia siamo pieni di palazzi che stanno andando in rovina che se riconvertiti, potrebbero risorgere trionfanti a nuova vita.
Fino adesso questo non è accaduto perché si è preferito puntare sul turismo “facile” che vale non più del 15% del PIL nazionale.

Tutto è iniziato per il bisogno di monetizzare tramite le tasse di soggiorno (Firenze e Venezia in testa, ma anche Napoli) che hanno dato città e borghi letteralmente in mano a multinazionali come Airbnb con sedi fiscali all’estero.
Questo accade per adeguare i regimi fiscali di chi affitta le abitazioni alle imprese, e così tutelare i centri storici. Un progetto che è già al vaglio del ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini.

L’italiano medio è si attaccato al patrimonio culturale del Paese ma senza conoscerlo. Lo sapete che abbiamo il più alto numero di siti UNESCO, ben cinquantacinque, gran parte dei quali di natura artistico-culturale?
È vero che l’Italia non ha un turismo solo stagionale, questo grazie al suo immenso patrimonio artistico, enogastronomico e manifatturiero. Ma la storia di poter vivere solo di turismo è pura utopia.
Ricordiamoci anche che ci sono anche altri settori trainanti per il Paese, come la ricerca, le nuove tecnologie, e il settore green.

Lara Ferrara

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