IMU e TARI 2020: Si alla proroga ma nessuno sconto per emergenza

Ecco le novità sulle imposte che ci attendono, la nuova Imu e la Tari.

La Legge di Bilancio 2020 ha abolito la IUC (Imposta Unica Comunale) che comprendeva IMU, Tasi e Tari, accorpando le prime due e rendendo indipendente la Tassa sui Rifiuti (Tari, ex Tares).Non cambia il presupposto d’imposta che è sempre costituito dal possesso di immobili ovvero di fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli.

Confermate inoltre le disposizioni vigenti compresa la tassazione derivante dai fabbricati ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D.Anche per i casi di esenzione e riduzione di imposta, non vi sono state sostanziali modifiche rispetto a quanto già previsto dalla legislazione vigente.
Chi deve pagare l’IMU e chi no
L’imposta deve essere versata dai possessori di immobili, aree fabbricabili e terreni, esclusi gli immobili adibiti ad abitazioni principali, ad eccezione delle abitazioni principali di lusso, cioè quelle accatastate in categorie diverse da A/1, A/8 e A/9 che invece sono obbligate al pagamento del tributo.

Esentato dal pagamento chi detiene un immobile adibito a casa coniugale a seguito dell’assegnazione da parte del giudice nella separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione del matrimonio. Per esempio, se il marito è titolare di una casa che il giudice assegna alla moglie, non dovrà pagare l’IMU, anche se poi acquista un altro immobile e vi va a vivere.Nel caso dell’ex coniuge, l’assimilazione ad abitazione principale è legata all’affidamento dei figli e non è confermata l’assimilazione per i cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritto all’AIRE (Anagrafe degli italiani residenti all’estero).Come previsto dalla Legge di Bilancio 2020, la nuova IMU dovrà essere pagata anche dal concessionario di aree demaniali e dal locatario di immobili in leasing.Le imposte, inoltre, non si pagano per gli alloggi sociali, le abitazioni appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale.

Mentre non cambiano l’esenzione per la prima casa, quella definita come abitazione principale, e per le pertinenze relative – garage, posto auto, cantine… – così come per gli immobili ad essa equiparati dalla legge o dal regolamento IMU comunale, ad eccezione di quelli classificati nelle categorie catastali A1, A8 e A9 che rimangono soggetti all’imposta.

Ecco cpsa cambia:

1) I soggetti tenuti al pagamento devono effettuare il versamento dell’imposta 2020 in due rate con scadenza 16 Giugno (acconto) e 16 Dicembre (saldo). La prima rata 2020, che fino al 2019 era pari al 50% dell’imposta annua, è pari all’imposta dovuta per il primo semestre applicando aliquote e detrazioni dello scorso anno. Sarà quindi sufficiente sommare quanto versato di Tasi 2019 in acconto a quanto versato di Imu 2019 in acconto. Il pagamento deve essere effettuato compilando l’F24, utilizzando i codici previsti per il versamento dell’IMU, rimasti invariati.La seconda rata 2020 dovrà essere calcolata sulla base delle aliquote deliberate per l’anno in corso entro il 31 Luglio 2020, con conguaglio sulla prima rata (quindi imposta annua meno acconto).

2) L’equiparazione all’abitazione principale si applica ora alla casa familiare assegnata al genitore affidatario dei figli e non più alla casa coniugale.
In caso, per esempio, di ex coniugi con figli, l’equiparazione della casa coniugale ad abitazione principale si applica ora non più alla casa coniugale ma alla abitazione che è assegnata a chi tra i genitori è stata affidata la cura dei figli da parte del Tribunale.

3) Per i beni condominiali soggetti a IMU, il versamento dell’imposta deve ora essere effettuato dall’amministratore del condominio per conto di tutti i condomini.

4) In caso di variazioni significative ai fini del calcolo della imposta IMU intervenute nell’anno 2020 (per esempio, un immobile prima concesso in affitto e nel 2020 diventato un bed and breakfast), il termine per la loro presentazione è il 30 giugno 2021, mentre per la variazioni riferite al 2018 e 2019 la scadenza è il 31 dicembre 2020. Ciascun Comune potrà dare ai contribuenti spiegazioni circa i casi di variazione.

Inoltre ogni Comune stabilisce autonomamente le aliquote dell’imposta. Salvo casi specifici e particolari deliberati dal Comune, la normativa generale IMU prevede sia per i fabbricati che per i terreni edificabili l’aliquota di base pari allo 0,86 per cento. Le amministrazioni locali hanno comunque libertà di aumentarla sino all’1,06 per cento o diminuirla fino al limite dello 0,76 per cento.Sono confermate le seguenti riduzioni: riduzione al 50% della base imponibile per i fabbricati di interesse storico o artistico, per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati;Riduzione al 50% della base imponibile per le abitazioni concesse in comodato ai parenti entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale;Riduzione al 75% dell’aliquota base stabilita dal comune per le abitazioni locate a canone concordato.

È possibile inoltre procedere al pagamento in modi diversi: bollettino postale, piattaforma PagoPa e Modello F24.
Cosa accade se si paga in ritardo l’IMU?
Viene applicato un tasso di interesse pari allo 0,05% annuo.
Esistono inoltre diverse tipologie di ravvedimento operoso per la regolarizzazione dei mancati versamenti.
Ravvedimento sprint: sanzione dello 0,1% giornaliero se si paga entro 14 giorni dalla scadenza.

Ravvedimento breve: sanzione fissa pari a 1,5% dell’importo se si paga dal 15° al 30° giorno successivo alla scadenza.
Ravvedimento medio: sanzione fissa pari 1,67% dell’importo se si paga tra 30° giorno di ritardo fino al 90° giorno.
Ravvedimento lungo: sanzione fissa del 3,75% dopo il 90° giorno di ritardo, ma comunque entro i termini di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione.
Oltre questo termine si applica una sanzione del 30% dell’imposta non versata.

Dal Ministero della Economia e Finanze sono arrivate precisazioni sulla possibilità di rinvio della scadenza del 16 giugno.Il dipartimento Finanze del Ministero della Economia ha chiarito la possibilità di proroga concessa ai Comuni circa le scadenze IMU. La proroga, che è consentita ai Comuni considerando la situazione di emergenza sanitaria, deve in ogni caso essere stabilita dal Comune con una delibera apposita; e, senza delibera comunale, quindi, non si ha alcuna proroga circa le scadenze previste, che dovranno essere rispettate.La risoluzione n. 5/DF dell’8 giugno 2020 ha fissato però specifici limiti: il Comune può disporre la proroga solo per la quota IMU di propria competenza, senza rinviare la scadenza per il pagamento dell’acconto dovuto sugli immobili di categoria catastale D (l’imposta ha evidenza sia statale che comunale per gli immobili a destinazione produttiva per lo più, cioè categoria catastale D).La risoluzione del MEF chiarisce che anche quest’anno chi paga in ritardo sarà sanzionato: quindi, in caso di ritardo nel versamento, saranno sempre applicate le more e le misure di ravvedimento operoso già previste per sanare i pagamenti tardivi.

Proroga TARI 2020, ma nessuno sconto per emergenza Covid-19.
La Tari (la tassa sui rifiuti che faceva parte della IUC insieme a IMU e Tasi) andrà pagata, ma è stata prevista una proroga, indicativamente di un paio di mesi, più o meno variabili da Comune a Comune. Nessuno sconto però per l’emergenza Covid. Le tariffe stabilite sono quelle adottate da prima della emergenza Covid-19.
TARI 2020: le modalità di versamento
Come le tempistiche, anche il sistema di pagamento della TARI varia da Comune a Comune. Tra le possibilità c’è la modalità con bollettino postale, inviato all’indirizzo di residenza del cittadino.Diverso il discorso per le imprese e le attività commerciali. Da questo punto di vista, infatti, i Comuni sono al lavoro per la revisione degli importi della TARI da versare, tuttavia non c’è ancora niente di certo.

Lara Ferrara

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