Marina Moreno fonde il movimento e la danza in “Dance as sculpture in space”

Aspettando in Italia la sua mostra “In Dance as sculpture in space” ovvero la pratica artistica di Marina Moreno che fonde il movimento, la danza e gli aspetti visivi del teatro e dell’arte dal vivo per incoraggiare ad una profonda esplorazione personale per il cambiamento sociale.

Il suo nuovo lavoro, curato da Camilla Boemio, sviluppa la visione avuta sia durante il carnevale di Rio, sia durante il suo lockdown nel Regno Unito. Opere che porteranno le persone ad esplorare il movimento come linguaggio universale che incarna le loro esperienze, le loro aspirazioni e le loro credenze. Installazioni partecipative che mettono in luce la giustizia sociale usando il movimento.

La ricerca della Moreno si concentra quindi sull’uso dei metodi partecipativi per sfidare le élite artistiche e sociali ed esaminare la giustizia sociale che negli ultimi anni è diventata profondamente insoddisfatta dalla cultura effimera delle arti partecipative.

Una fase di ricerca che è orienta al cercare esempi di organizzazioni artistiche che hanno ottenuto cambiamenti duraturi tra le comunità più svantaggiate. Una ricerca, finanziata dall’Arts Council
England che l’ha portata in Brasile nella rinomata Spectaculu School of Art and Technology dove è stata invitata da Wallace Cardia per incontrare l’artista fondatore e direttore della scuola Gringo Cardia a trascorrere del tempo con gli studenti.

La Moreno si è già esibita davanti a migliaia di persone durante il Carnevale di Rio con la scuola
Sossego di Samba. In Brasile ha esplorato come unire la sua passione combinando degli elementi visivi e teatrali alla danza.Il suo un profondo impegno nche affronta l’ingiustizia attraverso la partecipazione egualitaria alle arti.

Praticamente una scuola evolutiva che seleziona i candidati più poveri ed entusiasti fornendo loro una sovvenzione gli dia una sicurezza finanziaria. Gli studenti selezionati quindi trascorrono sei mesi ad esplorare l’arte come un modo di vedere il mondo diverso e sei mesi concentrandosi
fortemente sulle abilità delle tecniche pratiche. La scuola offre anche supporto a lungo termine ai loro ex studenti.

Per la Moreno “Esibirsi alla parata del Carnevale con la scuola di Samba è stata un’esperienza surreale. Ha visto come il Carnevale porti un nuovo respiro di uguaglianza e umanità in una società profondamente classista e razzista”. Sentiva una connessione totale. “Era come se ci fossero legami invisibili tra pubblico e artisti. Tutti condividevano un linguaggio comune di danza, arte, scultura, costumi per produrre grandi installazioni in movimento. L’energia sessuale che ha prevalso ha dato espressioni a tutti i sessi e l’identità, consentendo sia una gioia di vivere che un riconoscimento delle differenze ”. L’essenza del carnevale è proprio questa sensazione di unione di espressione delle differenze attraverso le comunità che condividiamo ed è tornata determinata a portare questa più profonda sensazione di connettività nel suo nuovo lavoro.

“Il ritorno nel Regno Unito e il blocco dovuto al Covid-19 hanno presentato una serie completamente nuova di sfide che all’inizio sembravano in contrasto con le sue esperienze tra la folla in Brasile.”

Attualmente sta lavorando ad una serie di nuove componenti coreografiche di danze scultoree che saranno presentate sia online che nello spazio fisico in modo che i movimenti disconnessi di persone e artisti diversi si collegheranno insieme per esprimere sentimenti e identità interiori.

*foto copertina
Opera “The green Queen”
©Marina Moreno

Lara Ferrara

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