Impara a sorridere! Intervista a Valentina Cittarelli

Jules Renard ha detto: “Siamo al mondo per ridere”. Aristotele affermava che l’uomo è l’unico animale che la capacità di ridere. Se è vero che il bambino appena nato piange, è anche vero che la prima espressione che impara è quella del sorridere. E sorriderà allo stesso modo per tutta la vita. Ne parliamo con una esperta, la dottoressa Valentina Cittarelli, Psicologa ad indirizzo dinamico-clinica, dell’infanzia, adolescenza e famiglia presso Università “Sapienza” di Roma.

Perchè è così importante sorridere?

Perché è un gesto innato e primario, universalmente compreso ed è il primo contatto relazionale che utilizziamo per interagire con l’altro.
Può avere diverse forme, di vicinanza, empatia, calore, ma anche di cortesia formale e strategia.
Perché è compreso da chiunque, indipendentemente dal genere, razza, colore della pelle, cultura e nazione.
Perché ha dei benefici da un punto di vista psicofisico, poiché i muscoli utilizzati per sorridere aiutano a respirare meglio e quindi a rilassarsi.
Aiuta la pressione sanguigna, aumenta livelli di serotonina e dopamina, quindi migliora l’umore e l’entusiasmo.
Perché chi sorride esprime un senso di benessere e di disponibilità verso l’altro, che, a sua volta,  si sente accolto e quindi stimolato a lasciarsi andare.
Perché è contagioso.
Perché sorridendo si è più belli e attraenti.
Perché con quanto detto sopra si è più felici ed aumenta la capacità di problem solving. 
Perché se affronti la vita con il buonumore i risultati sono migliori rispetto alla scelta di affrontarli con il broncio, il buonumore aiuta a vedere il lato buono delle cose senza dimenticare la parte meno piacevole, ma sceglie la strada propositiva e speranzosa.
Chi si sente bene solitamente aiuta gli altri ed è anche più creativo.
Ovviamente, parliamo di sorrisi sinceri.

Il sorriso può essere anche una maschera?

Si!
Si può usare come strategia per ammaliare qualcuno ed ottenere ciò che si desidera.
Vero è, però, come tutte le cose quando non sono vere, si vede!!!
Il sorriso sincero coinvolge alcuni muscoli che in caso contrario non sarebbero coinvolti, e cioè: il muscolo di Duchenne, che prende il nome dal neurologo che l’ha scoperto e che sottolinea come nei sorrisi sinceri di felicità si muovono non solo i muscoli della bocca ma anche quelli degli occhi.
I sorrisi degli occhi sono genuini e difficili da controllare. 
Nei casi in cui si vuole utilizzare un sorriso per strategia o come maschera, diviene uno strumento  per nascondere le nostre reali emozioni, oppure per riservatezza (pensiamo in alcune situazioni lavorative oppure dinanzi a persone con cui non abbiamo un rapporto confidenziale), oppure, ancora,  per ottenere qualcosa.
In ogni caso, vero o non vero, un sorriso, facilità la strada, allenta la tensione, ti rende disponibile e ti toglie dall’imbarazzo anche quando sai che è formale.

Quanto incide il sorriso sulla comunicazione e come la facilità?

Moltissimo, perché apre le porte , accoglie, attira, rende sereni e disponibili, poi dipende da come uno sorride e cosa arriva all’altro.
Ed anche qui, rispondo Si!
Solitamente le persone che decidono di affrontare un percorso psicologico, da un punto di vista psicofisico, decidono di conoscersi totalmente, nella mente e nel corpo e nell’anima, il che vuol dire muovere energie, equilibri, emozioni, sensazioni, atteggiamenti, azioni…come può tutto ciò non influire sul sorriso? Impossibile.
Chi decide di aprirsi, in qualche modo sceglie di spostarsi da dove si trova in quel momento, quindi, di cambiare qualcosa e quando cambi dentro, cambi anche fuori.
Cambia il tuo modo di stare nel mondo, di vedere il mondo e di relazionarsi ad esso, cambia la prospettiva di uno sguardo, cambiano persino i gusti e le persone che ci circondano, cambia tutto, quindi anche il sorriso.
E nel caso in cui, prima non si sorrideva, o si faceva fatica, imparerai a farlo come piace a te.

di Mario Masi

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Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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