Lo straordinario ritrovamento archeologico del disco di Nebra

Il Disco di Nebra, uno straordinario ritrovamento archeologico che è avvenuto vicino al villaggio di Nebra situato presso Mittelberg, una collinetta coperta della foresta di Ziegelroda alta circa 250 mt, a 50 km ad ovest di Lipsia, nella Germania Est. Nello stesso sito sono state ritrovate anche delle spade stile miceneo.

Una delle scoperte archeologiche più spettacolari degli ultimi anni: il disco di Nebra era usato come un avanzato orologio astronomico.

Il disco è anche un perfetto pendant dei versi del XVIII libro dell’Iliade in cui Omero illustra le decorazioni astronomiche fatte dal dio fabbro Efesto sullo strato in bronzo posto al centro dello scudo di Achille: “Vi fece la terra, il cielo e il mare, l’infaticabile sole e la luna piena, e tutti quanti i segni che incoronano il cielo, le Pleiadi, le Iadi, la forza d’Orione”.

Lo scopo del disco di 3,600 anni or sono, lo ha scoperto un gruppo di studiosi tedeschi. Il disco veniva usato come complesso orologio astrologico per l’armonizzazione del calendario lunare e solare.

A differenza del calendario solare, che indica la posizione della terra mentre essa gira attorno al sole, il calendario lunare si basa sulle fasi della luna. L’anno lunare è di 11 giorni più breve dell’anno solare poiché i 12 mesi sinodici, ossia i 12 ritorni della luna ad una nuova fase, richiedono solo 354 giorni.

Il disco solare di Nebra era usato per determinare se e quando un tredicesimo mese, il cosiddetto mese intercalare, dovesse essere aggiunto all’anno lunare per mantenere il calendario lunare allineato alle stagioni.

Il disco di bronzo di 32 cm di diametro, con applicazioni di lamina d’oro a rappresentare il sole, la luna, e le stelle è la rappresentazione più antica del cosmo conosciuta ad oggi. Un gruppo di sette punti era stato già in precedenza interpretato come la costellazione delle Pleiadi come appariva 3,600 anni or sono. La spiegazione del proposito del disco getta ora nuova luce sulle conoscenze e capacità astronomiche dei popoli dell’Età del Bronzo, che usavano una combinazione di calendari solare e lunare come importanti indicatori per le stagioni agricole ed il passare del tempo.
Quel che più sorprende è che i popoli dell’Età del Bronzo riuscirono ad armonizzare l’anno solare quello lunare.
Secondo il parere di diversi astronomi, gli osservatori del cielo dell’Età del Bronzo conoscevano quel che i Babilonesi avrebbero descritto solo 1,000 anni più tardi. Se si trattasse di una scoperta locale, o se invece la conoscenza provenisse da lontano, non è ancora chiaro.

Dal momento della scoperta del disco, archeologi ed astronomi sono stati incuriositi dalla forma della luna.
Perché gli astronomi di Nebra crearono una mappa del cielo con una luna vecchia di quattro o cinque giorni?
Sono stati consultati per dare risposta in merito collezioni di documenti babilonesi “Mul-Alpin” risalenti ad un periodo compreso tra VII e VI secolo a.C.,

Queste scritture cuneiformi rappresentano un compendio di conoscenze astronomiche dei primi secoli a.c e contengono una regola per il calcolo della luna crescente che sembra sorprendentemente simile a quello di Nebra.

Secondo l’antica regola babilonese, un tredicesimo mese doveva essere aggiunto al calendario lunare e sola quando si vedeva la costellazione delle Pleiadi e la luna esattamente per come appaiono sul disco.

Gli archeologi tedeschi hanno poi scoperto che nei 400 anni in cui il disco fu in uso, le cose cambiarono. Le perforazioni sul bordo dell’oggetto, come anche una nave aggiunta in seguito sulla mappa, suggeriscono che la conoscenza della mancanza di giorni dal calendario lunare fu persa con il passare del tempo.

Ciò significa che alla fine il disco divenne un oggetto di culto.

Lara Ferrara

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