283 anni fa veniva inaugurato il Teatro San Carlo di Napoli

Circa 283 anni fa veniva inaugurato il Teatro di San Carlo, il teatro più antico d’Europa.

Si sono da poco festeggiati i 283 anni del Teatro San Carlo di Napoli, il teatro che incantò Mozart e di cui Stendhal, grande scrittore francese e amante dell’arte, nel 1817 dopo aver visitato il San Carlo scrisse: “Non c’è nulla in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo teatro, ma ne dia la pallida idea. Gli occhi sono abbagliati, l’anima rapita”.

Il Regio Teatro di San Carlo fu costruito nel 1737 per volontà del Re Carlo di Borbone che voleva dare alla città un teatro all’altezza del suo potere affidando l’incarico a Giovanni Antonio Medrano, architetto militare spagnolo di stanza a Napoli e all’impresario teatrale Angelo Carasale.

Il Teatro fu costruito in soli otto mesi con una spesa di 75 mila ducati e inaugurato il 4 novembre 1737, giorno di San Carlo e onomastico del sovrano. Per l’occasione fu rappresentata l’opera l’Achille in Sciro di Pietro Metastasio, con musica di Domenico Sarro in una eccezionale serata di gala con la nobiltà cittadina al gran completo.

Purtroppo, circa 80 anni dopo, quando il teatro era oramai divenuto il più bello e famoso d’Europa, nella notte fra il 12 e 13 febbraio 1816 il San Carlo fu distrutto completamente da un incendio, un evento che fu anche riprodotto in quadri straordinari da grandi artisti dell’epoca come Pitloo e Salvatore Fergola.
Fu il sovrano dell’epoca, Re Ferdinando di Borbone, che affidò ad Antonio Niccolini il compito di ricostruire il teatro. Dopo solo 10 mesi, il 12 febbraio del 1817, fu ricostruito nelle forme che conosciamo oggi che lo collocano tra i teatri più belli del mondo.

Non si può non riportare un’altra citazione famosa sul Teatro di San Carlo di Napoli che è di Jean-Jacques Rousseau, che nel suo “Dictionnaire de Musique” descrive così il San Carlo: “Vuoi tu sapere se qualche scintilla brucia in te? Corri, vola a Napoli al San Carlo ad ascoltare i capolavori di Leo, Durante, Jommelli, Pergolesi”.

Lara Ferrara

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