Cella Energy: benzina sintetica all’idrogeno. La nuova sfida energetica

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Di Marco Milano

Se ne era quasi persa memoria, nonostante l’acceso dibattito nato attorno alle teorie futuristiche di Jeremy Rifkin e la sua ‘economia all’idrogeno’. Un notizia degli ultimi giorni fa riparlare di ‘vecchie’ vetture innovative. L’annuncio ufficiale arriverà a giorni: Cella Energy Limited – compagnia spinoff del Rutherford Appleton Laboratory di Harwell, Oxford – è riuscita a sperimentare e mettere a punto un nuovo sistema di stoccaggio dell’idrogeno, grazie agli studi sulle nanotecnologie. Una rivelazione, questa, che può far ripensare la possibilità di nuovi veicoli, in tempi relativamente brevi. La ricerca, top secret, è iniziata nel 2007 con l’obiettivo di ovviare ad una delle principali difficoltà in fatto di idrogeno. La vera, e forse unica, innovazione in questione è infatti la possibilità di immagazzinare il combustibile in una forma più agevole e conveniente.

Basse temperature e alti valori di pressione erano le condizioni fisiche finora possibili per utilizzare l’idrogeno. Tecnicamente, questi vincoli impedivano la realizzazione di vetture alimentate da benzina innovativa, per i rischi e gli alti costi connessi. La novità proposta da Cella consiste nell’utilizzo di borano di ammoniaca, un composto in forma liquida che, se portato a temperature vicine agli 80 °C, libera idrogeno. Questa molecola dovrebbe essere incapsulata in microfibre di polimero, una sorta di spugna che può consentire stoccaggi in maniera stabile, a temperatura ambiente e funzionare inoltre da filtro per l’ammoniaca, potenzialmente dannosa per le stesse particelle di idrogeno. Tutto alla nano-scala. La facilità di modifica dei vecchi motori e i costi più ridotti – secondo le previsioni potrebbe costare 3 centesimi di euro al litro – rendono interessante nella pratica la nuova scoperta. Ci sarebbe di che entusiasmarsi, all’apparenza. Se non fosse che l’idrogeno non è una fonte di energia in sé, ma un ‘vettore’ utile a trasportarla ed immagazzinarla. Rimangono, in sostanza, i problemi connessi alla sua produzione, che passa solitamente proprio per il più economico petrolio (e, in alternativa, l’idrolisi).

Tuttora è necessaria più energia di quanta se ne possa produrre, limite auspicabilmente superabile  con un incremento della diffusione di fonti rinnovabili. Altro punto a sfavore, non trascurabile, per la svolta dell’idrogeno, è che quest’elemento è altamente infiammabile, come noto – basti ricordare l’immagine storica ed emblematica del dirigibile Hindenburg in fiamme. Una piccola fuga potrebbe quindi trasformare  i nuovi serbatoi in potenziali bombe. Tuttavia è bene aspettare la presentazione ufficiale della nano-scoperta, prevista per il 14 febbraio, presso il Fuel Cell and Hydrogen Energy Expo al  Gaylord National Hotel and Convention Center (Washington), così come riportato sul sito ufficiale della Cella. Ulteriori dettagli o sorprese potrebbero dar forza a una delle tante notizie che annunciano svolte epocali. Vale la pena sperare, si tratta pur sempre dell’atomo in grado di far uscire acqua dai tubi scappamento.

Per info:

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

One Comment

  1. 11 marzo 2011

    Tuscany Nano Factory : un obiettivo di intelligenza strategica a lungo termine.

    La Nano-factory vorra essere un sistema collaborativo a rete che attualmente viene proposto da EGOCREANET /LRE e collaboratori in chiusura della prima edizione della Settimana della Nanotecnologie c/o l’ ASEV di Empoli vhe ha avuto il Patrocinio del Consorzi di icerca per le Nanotecnologie INSTM (1) e CSGI (2)(2)”http://www.csgi.unifi.it/~csgi/index.html

    Nano-Factory inizialmente verra costituito tramite una alleanza tra Impresa e Ricerca indirizzata ad accelerare l’innovazione finalizzata al riorientamento degli assetti produttivi del Polo di Nanotecnologie della Regione Toscana, in modo da creare nuove opportunità di sviluppo di una impresa a rete collaborativa tra la ricerca universitarie ed il know-how della ricerca scientifica ed industriale del settore nanotech.

    L’obiettivo a lungo termine della collaborazione per la creazione di opportunita’ di promozione , produzione e commerciali delle Nanotecnologie in forma di un sistema a rete denminato Nano-factory, seguira in modo originale modelli di promozione della innovazione dei servizi per l’ impresa manifatturiera gia vilppati in altri contesti Europei (3)

    La Promozione della Nano-factory sia a riguardo potra includere una vasta area di applicazioni e di commercializzazone delle Nanotech, che include settori differenziati quali le nanotecnologie applicare ad es: alla produzione di Energia dall’ Idrogeno come energia a buon mercato e utile per il risanamento ambientale (4) , alla NanoBio Medicina, alla produzione di Nano-Coloranti per una ampia gamma di utilizzazioni che offano un percorso evolutivo di riconversione industriale sulla base del miglioramento o del cambiamento delle produzioni manifatturiere ormai mature. Paolo Manzelli http://www.edscuola.it/lre.html ; LRE@UNIFI.IT

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