L’Italia migliore di Nichi Vendola

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Di Maria Rosaria De Simone

Nichi Vendola. Da tempo desideravo intervistarlo. Su di lui giungono dal Sud commenti talmente positivi da lasciar interdetti, ma le critiche dei suoi detrattori, dal Centro al Nord, riguardo la sua figura, sono alquanto feroci. Mi incuriosisce. A partire dal nome: Nichi, che è il risultato dei grandi ideali in cui è stato cullato in seno alla sua famiglia, sin dalla sua nascita. Infatti, Nicola è il suo vero nome, quello del santo più amato del sud, perché i suoi erano davvero credenti. Ma la passione che loro nutrivano per  il russo Nikita Krusciov e per il comunismo, ha fatto sì che per tutti divenisse Nichi. Sono preparata, ho letto tutto quello che c’era da leggere su di lui. Mi accingo a raggiungere il luogo dell’incontro, con la mia bici. Via dei Prefetti 22. L’occasione è la presentazione del suo ultimo libro, “C’è un’Italia migliore” (Ed. Fandango Libri, pag. 160, prezzo 10,00 euro). Mollo la bici, una mano tra i capelli per sistemarli in fretta, ed intanto cerco di farmi largo tra la folla. Impossibile. Allora mi ricordo che c’è un’entrata secondaria, la cerco e mi ritrovo in prima fila, all’interno del Caffè letterario Fandango, scortata da alcuni ragazzi de “la Fabbrica di Nichi”. La Fabbrica di Nichi è una fitta rete di persone presente in tutto il territorio, di ogni estrazione sociale e di diversi vissuti  politici, ma con un collante comune: il desiderio di costruire l’Italia del futuro attraverso un dialogo collettivo su idee e proposte. Giusto il tempo di guardarmi intorno, fare domande qua e là, di rendermi conto che sono in mezzo ad una marea di pugliesi che studiano e lavorano a Roma, ed ecco arrivare Nichi Vendola. Sorridente, timido alquanto, un poco impacciato, stranamente ancora poco abituato al successo. Applausi a non finire.

Nichi Vendola

Dice che è amareggiato per le notizie che giungono dall’Egitto, dice che l’Europa, che sta perdendo la sua identità e le sue radici, ha grosse responsabilità, nel suo giocare politico. Intervengono i due comici di Rai Due, Antonello Dose e Marco Presta, esilaranti nella loro satira politica. Poi Il governatore pugliese presenta il libro come il frutto del  lavoro collettivo dei ragazzi della Fabbrica di Nichi, che puntano il dito contro una politica asfittica ed autistica, sempre pronta ad implodere e, pagina dopo pagina, creano una corrente di proposte reali. Mentre parla, Vendola ha perso la sua aria timida e mostra il suo volto di affabulatore, utilizzando una semantica coinvolgente ed un linguaggio che trasforma le parole in immagini.

Tutti lì ad ascoltarlo mentre sogna con i piedi per terra un’Italia che scommetta finalmente su una nuova cultura e su una nuova moralità, per uscire dal trash, dall’immoralità, dalla “morfina televisiva” e dai luoghi comuni che permeano tutti gli spazi del vivere quotidiano. Un uomo perbene, Nichi Vendola, a dispetto di chi lo vuole per forza affondare nella lordura morale della politica degli ultimi tempi. Un uomo che sta portando la Puglia verso nuovi orizzonti e che ha voglia di scommettere sul futuro dell’Italia tutta, “alla ricerca– per dirla come lui- delle parole smarrite”. “Questo libro – scrive Nichi nell’introduzione del suo libro – vuole essere un contributo di idee, una traccia collaborativa e propositiva, per intraprendere un dialogo collettivo sul futuro possibile. Sull’Italia migliore”. Un libro che contiene proposte su ambiente, cultura, giovani, sanità, famiglia, giustizia. Tutti i temi che faranno parte della piattaforma politica per la candidatura del leader di Sinistra e Libertà alle prossime attese primarie.

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

6 Comments

  1. 12 febbraio 2011

    Grazie! per aver scritto un articolo su NICHI VENDOLA,visto anche che e´il mio governatore di Puglia, ma sopratutto per il suo modo di fare politica quel del fare nn di quella fatta di grandi opere ma poi sottosotto un puttanaio, di cose che forse neanche si sapevano nella prima repubblica NICHI e´un ideale che ci vorrebbe nel nostro Paese sperduto come se fossimo nel terzo mondo fatto di apparenze e poche sostanze di gente onesta che ancora oggi cerca lavoro, giustizia, ambiente e salute, scuola ecc. in Paese che ci invidierebbero tutta Europa e oltre..

  2. Grazia
    12 febbraio 2011

    Hai detto bene,è proprio un affabulatore,uno che ti incanta con le parole, ma aspettiamo FATTI CONCRETI, di parole ne abbiamo abbastanza.

  3. 12 febbraio 2011

    Complimenti per l’articolo e la sintesi descrittiva.
    “Da tempo desideravo intervistarlo”
    I desideri si avverano con il tempo è vero!
    “per uscire dal trash” E’ ora di uscire dal vortice del voler giudicare a tutti i costi qualcuno.
    Sarebbe il caso di cominciare ad eseprimere se stessi per quello che si è, è difficile lo so, ma solo cosi verrà a galla la verità.

  4. silvia
    13 febbraio 2011

    “una nuova cultura ,una nuova moralità” .Brava M.Rosaria , hai centrato il problema: di questo sentiamo tutti ,chi consapevolmente e chi no , uno straordinario profondo bisogno. Speriamo che politiche responsabili e innovative ci aprano nuove strade. grazie

  5. Francesco
    15 febbraio 2011

    come sempre la penna di questa cronista sa puntare all’essenziale, non tradendo mai, altresì, un gusto per la caratterizzazione dei personaggi. continua ad aleggiare un vago senso di incompiutezza su questo uomo politico; forse controverso, forse no….forse ancora radicato ai leit motiv della scuola comunista o forse veramente desideroso di un rinnovamento politico, sociale e morale…..che prescinde dalla sua storia personale!?

  6. Rita Stanzione
    18 febbraio 2011

    Un futuro possibile, per il nostro Paese, è quanto aspettiamo e cerchiamo di realizzare. Un futuro che lo faccia risorgere dalle ceneri, come la fenice, simbolo di buon auspicio, a mostrare così di nuovo i colori. Perchè di grigiore ne abbiamo già visto troppo.
    Vendola sembra interpretare bene la voglia di riscatto di molti italiani e desiderare anche lui il Futuro per tutte le fasce sociali che hanno subito le conseguenze peggiori dello sfacelo generale della povera Italia.
    Brava, Maria Rosaria, di farci partecipi della tua esperienza: è importante confrontarsi, soprattutto nei momenti critici, per non essere foglie nel vento dell’informazione manipolata.
    Un abbraccio.

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