Roma. La difficile sopravvivenza del Centro di aiuto alla vita

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Itali@Magazine ha incontrato Giorgio Gibertini, presidente del Centro di aiuto alla vita di Roma (www.cavroma.blogspot.com), al termine di una conferenza durante la scorsa giornata dedicata alla vita. Ha tra le mani un elenco, quello dei 42 bambini che grazie al sostegno della sua associazione hanno avuto la possibilità di venire al mondo.

Gibertini cosa rappresentano questi 42 nomi per lei?

Questo è l’elenco dei 42 bambini nati nel 2010 grazie alle volontarie del Centro di Aiuto alla vita di Roma ed ai fondi raccolti durante la scorsa giornata per la vita e durante l’anno con varie iniziative e grazie a donatori anonimi. Il messaggio che vogliamo dare, è semplice: si può scegliere per la vita. Non dovevano esserci, ma grazie anche al nostro lavoro e al nostro sostegno hanno avuto la possibilità di nascere. E stato il nostro contributo per la 33ma Giornata per la vita.

Molti dei nomi dei bambini contenuti nell’elenco sono di nazionalità italiana.

Certo. Purtroppo la nuova povertà riguarda anche tantissimi italiani. Da qualche anno ormai si rivolgono a noi anche giovani coppie con difficoltà ad arrivare a fine mese e quando loro si prospetta una gravidanza vanno letteralmente in panico non sapendo più che da parte girarsi e chi li aiuta? Spesso la Chiesa, i santi sacerdoti, pochissime volte le Istituzioni, molte volte il nostro Centro di aiuto alla vita.


In cosa consiste il supporto che offrite alle donne in difficoltà che si rivolgono a voi?

Le mamme che giungono a noi arrivano bombardate dal rumore assordante di questa società che le vorrebbe vedere abortire subito senza neanche un colloquio. La prima cosa che offriamo loro è il silenzio e l’ascolto. Un ascolto attento, con le orecchie e col cuore. Dopo ci adoperiamo per risolvere i loro problemi che non sempre sono economici. Alcune mamme a volte hanno solo bisogno di un abbraccio per far ripartire il calore dell’accoglienza verso loro figlio e noi questo abbraccio glielo diamo volentieri. Altre hanno bisogno che le aiutiamo a pagare una bolletta solo per quel mese e se riusciamo interveniamo. Poi ci sono i progetti più grandi ed il nostro si chiama Progetto Madre Teresa, un aiuto di 250 euro al mese per 12 mesi per le mamme romane in grossa difficoltà: questo progetto ricalca molto quello nazionale denominato Progetto Gemma.

Quali sono oggi i progetti futuri per il Centro di aiuto alla vita di Roma?


I progetti sono quelli che ho delineato due anni fa col mio insediamento:  trovare una sede più grande ed accogliente, realizzare un servizio sul post aborto, gestire una casa di accoglienza per ragazze madri, aprire un monumento ai bambini non nati in un cimitero di Roma ed aprire qualche ruota degli esposti. Poi rimane l’idea principale di aprire Centri di aiuto alla  vita in ogni municipio. Purtroppo per ora questi progetti stanno incontrando molte difficoltà che ne rallentano la realizzazione. Sicuramente non per colpa delle volontarie che fanno un servizio ottimo ed i 42 bambini lo stanno dimostrando.

Quali sono le maggiori difficoltà che ostacolano la crescita del Centro?

Il Movimento per la vita romano prima di tutto. Da 30 anni sono le stesse persone su Roma e non pensano ad aprire Centri di aiuto alla vita. Gli altri che ci sono  e loro stessi, vorrei capire cosa fanno. Noi abbiamo un bilancio in regola e possiamo dire di aver aiutato a nascere 42 bambini, loro che cosa possono dire a proposito? Le Istituzioni pubbliche non sono presenti come dovrebbero, a cominciare dal Municipio 12 dove abbiamo sede. Sono anni che chiediamo un aiuto ed uno spazio ma niente, solo piccoli patrocini in occasione delle nostre feste. Il Comune non ne parliamo. Il Sindaco ebbe l’ottima idea di istituire una delega per la vita, ma purtroppo ad oggi ci sentiamo lasciati soli ed attendiamo la collaborazione che ci era stata promessa. Conosco personalmente il sindaco Gianni Alemanno, per lui abbiamo scritto 13 mila lettere di sostegno in campagna elettorale, e so che è un uomo che crede nel valore della vita. Spero che il rilancio dell’azione del Comune che ha appena approvato comprenda anche una maggiore presenza nei confronti di associazioni come la nostra. Il Cardinale Vallini ha elogiato dalle pagine di Avvenire il nostro volontariato facendo riferimento ai 42 bambini nati. Abbiamo chiesto un appuntamento con Lui per ringraziarlo del suo incitamento ad andare avanti e così sicuramente continueremo a fare.

Stando ai dati raccolti attraverso l’azione di volontariato dell’Associazione, qual è il bilancio?


Il Cav forse non sarà la soluzione all’aborto, ma a noi la situazione sembra insostenibile. Gli aborti a Roma sono circa 13 mila. Noi assistiamo circa 80 mamme l’anno e, come detto, nel 2010 sono nati, 42 bambini. Gli altri 12 mila ed oltre chi li ha mai intercettati? Chi ha rivolto loro il suo sguardo? Senza un maggiore sostegno non è affatto semplice, ma per fortuna ci sono anche tante persone che ci aiutano, a cominciare dalle volontarie e da tanti amici che anonimamente ci sostengono anche in modo molto concreto.

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

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