“Se non ora, quando?”, le donne in piazza in nome della dignità

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Di Maria Rosaria De Simone

13 febbraio. Questo il giorno della manifestazione promossa dal mondo femminile “Se non ora, quando?” in 230 piazze d’Italia per dare voce al vero volto della donna italiana, così deturpato nell’immaginario collettivo dagli ultimi eventi che vedono largamente coinvolto il mondo politico italiano. Nei giorni scorsi numerose sono state le polemiche riguardo alla necessità o meno di tale manifestazione, riguardo alle reali motivazioni, diverse e variegate, quanto multiforme  è il mondo femminile. Grandi figurefemminili, quali ad esempio la scrittrice Dacia Maraini, hanno animato il dibattico, dichiarando l’importanza di difendere la dignità della donna, oggi sempre più spesso messa in discussione. Ho quindi accolto anch’io l’invito ad andare alla manifestazione a Piazza del popolo, anche se pensavo che, viste le polemiche, l’affluenza delle donne non sarebbe stata importante. Invece, con mia grande sorpresa, pur abitando a pochi passi dalla piazza, giungervi è stata un’impresa. Dalle metropolitane di Piazza di Spagna e del Flaminio, dal lungotevere, da ogni possibile direzione, uomini donne e bambini arrivavano come un fiume in piena. Tanti politici, giornalisti, personaggi del mondo dello spettacolo mescolati tra loro. Una folla impressionante che ho visto, forse, solo  in occasione dei grandi incontri con il Papa Giovanni Paolo II. Ho quindi preso la decisione di salire al Pincio e di godermi dall’alto l’evento. Da lì la vista è spettacolare e raccoglie ogni particolare. Le statue intorno alla piazza dei quattro leoni centrali che danno acqua alla fontana, le scalinate delle due chiese gemelle e quelle della Chiesa di S.Maria del popolo, quasi scomparivano sommersi dalle persone abbarbicate ovunque.

Quello che mi ha colpito comunque, è stato il clima allegro, senza il minimo accenno ad atti violenti, dove la voce delle donne dava al brusio di sottofondo, una grazia speciale. Non vedo striscioni politici, non vedo neanche simboli politici, la manifestazione vuole dare voce a tutte, senza distinzione di colore. E’ stato allestito un grande palco rosa, Con un’enorme scritta:“E’ tempo di esserci tutte e tutti, vogliamo un paese che rispetti le donne.” L’attrice Isabella Aragonese, dopo aver invitato i partecipanti ad osservare un minuto di silenzio, dice a gran voce lo slogan della manifestazione:“Se non ora, quando?”. “Adesso!” è la risposta di tutti. E sul palco si avvicendano tante donne del mondo dello spettacolo, della cultura e della politica per parlare delle tante donne italiane che vivono con dignità il proprio ruolo nella società. Prende la parola anche suor Eugenia  Bonetti, che per 24 anni ha lavorato in Africa nelle realtà più degradate e che ora, insieme ad altre  sue consorelle, si occupa delle donne schiave a Roma della criminalità organizzata, costrette a vendere il proprio corpo. Suor Eugenia, racconta il degrado, lo squallore di una vita da schiava a cui è stato rubato tutto, anche l’onore e la dignità. Fa un appello affinché si cerchi di aiutare questa umanità femminile piagata.

L’On. Daniela Bongiorno ha utilizzato toni aspri per criticare gli ultimi gravi fatti che vedono coinvolte minorenni e giovani ragazze, consenzienti, negli scandali politici. “Tutti dicono che il caso Ruby è la goccia che ha fatto traboccare il vaso -dice l’Onorevole- ma non è così: il vaso è già traboccato”. Numerosi gli applausi della folla. “Le donne oggi in Italia -continua- sono protagoniste solo delle barzellette, soprattutto di quelle che vengono da Arcore”. Altro scroscio di applausi. L’attrice Lunetta Savino invece, recita un monologo divertente ed irriverente.”La mia vagina è arrabbiata -inizia- ed ha bisogno di parlare con voi!”

E il segretario nazionale della Cgil Susanna Camusso grida con forza:“Vogliono cancellare la nostra intelligenza, volendoci far credere cose assurde, ma il nostro paese non può essere una brutta telenovela televisiva. Per noi ‘minorenne’ significa, divertimento, studio, giovinezza e non abuso.” Parole dure, forti, senza peli sulla lingua, che reclamano un cambiamento, una nuova direzione morale a partire dalla classe politica, che deve avere per la donna rispetto totale, senza considerarla puro oggetto di piacere e merce di scambio. In ogni campo le donne vogliono investire sulle loro capacità e non sulle loro doti erotiche, che non consentono il giusto riconoscimento di chi è davvero competente e che consegnano alle nuove generazioni dei modelli di riferimento  sbagliati.
Una manifestazione, questa, i cui effetti si vedranno sicuramente nei prossimi giorni e che non potranno di certo essere ignorati e tacitati.

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

16 Comments

  1. maria rosaria de simone
    14 febbraio 2011

    quando scrivi, sembra che tu dipinga…complimenti

  2. maria rosaria de simone
    14 febbraio 2011

    grazie, ma hai messo il mio nome al posto della firma, come ti chiami?

  3. mariolina
    14 febbraio 2011

    scusami, ma non sono pratica, complimenti di nuovo

  4. Isa
    14 febbraio 2011

    Orgogliosa di essere DONNA!

  5. Isa
    14 febbraio 2011

    Ah… e complimenti per l’articolo!

  6. Angelo
    14 febbraio 2011

    Ero presente ieri insieme a mia moglie in Piazza del Popolo e devo dire che la sua descrizione risulta fedele ai fatti come si addice a una stampa libera e che vuole veramente informare: come ha detto ieri con grande dolcezza e sensibilità Gino Paoli, le donne non sono una categoria, ma sono persone che vivono una condizione, quella femminile, che può realmente cambiare il volto della società.

  7. Isa
    14 febbraio 2011

    Concordo con quanto ha scritto Angelo.Le donne hanno una marcia in più.Ma state attente DONNE non fatevi strumentalizzare,usare, sottomettere, e soprattutto CALPESTARE.

  8. Concetta Puglia
    15 febbraio 2011

    Io malgrado fossi in Germania dove qui anche i giornali ne hanno parlato mi sono comossa di quanto sia adesso nn come mai la figura femminile in Italia dipinta dal mal costume politico in tutto il mondo e di come nn ci sia mai stata una manifestazione pacifica vista la grande affluenza in piazza esprimo tt la mia felicita´di essere mamma,donna,e finalmente con tutto cio´di aver visto che nn siamo come oggetti ! UN GRAZIE SPECIALE A TE CHE HAI SCRITTO QUESTO ARTICOLO DEGNO DI UNA DONNA !!!

  9. valeria
    15 febbraio 2011

    Contrariamente a quel che il Governo sostiene, non eravamo poche radical chic di sinistra. C’erano famiglie formate da padri, madri e figli senza colori politici o associativi ma uniti da un solo comune sentimento e che: giustizia, dignità …e libertà.
    BASTA con l’oggettivizzazione della donna;
    BASTA con la ricerca delli’impunità politica;
    BASTA con la violazione della libertà in ogni sua forma.
    Tutta gente che pensa che solo lo studio e il lavoro uniti a serietà, rettitudine e tenacia debbano servire per avere un posto nel mondo!

  10. maria rosaria de simone
    15 febbraio 2011

    tutti belli i vostri commenti e da diversi punti di vista….vi ringrazio tanto, si vede che la tematica è sentita.

  11. maria vittoria pittamiglio
    15 febbraio 2011

    16 anni fà si raccoglievano le firme affinchè lo stupro venisse considerato un reato contro la persona e non contro la morale e un anno dopo è finalmente passata le legge. Oggi, sono davvero sconfortata.Gli stupri sono aumentati e ogni giorno una DONNA subisce violenza,ma oggi nella manifestazione di questo non c’è traccia ,meglio quelle DONNE oggi sono sole nel loro silenzio nessuno porta la loro bandiera,è difficile sbandierare un dolorore così,e forse si ha ancora la paura e la vergogna di farlo,anche se io credo che in quellle DONNE c’è il pudore che solo un dolore così forte ti porta. Io non chiedo a quelle DONNE oggi di scendere in piazza,chiedo a chi oggi scende in piazza di farsi portatori di questo dolore della VIOLENZA che ogni giorno la DONNA subisce,chiedo agli UOMINI che sono in piazza di chiedere scusa.E’ chiedere troppo??? Ho letto molto per questa manifestazione,come ho già scritto in una altra nota,la trovo bella ma anche triste che si debba fare una manifestazione per la DIGNITA’ della DONNA,è come ammettere di aver perso tutte le battagl ie fatte dalle nostre mamme. Oggi io vorrei che scendessero in piazza tutti UOMINI DONNE BAMBINI BARRBONI ExTRACOMUNITARI ROM LESBICHE TRANS GAY PRECARI OPERAI/E STUDENTI DISABILI TUTTI senza distinzioni,TUTTI coloro che in questi ultimi anni sono stati VIOLATI della loro persona in tutte le forme,dalla violenza alla mancanza di rispetto Forse,io stessa stò commettendo un errore nel scrivere questa nota,classifico le persone,lo stesso errore che questa società commette ogni giorno chele classifica per quello che possono RENDERE nella vita,senza tener conto che sono PERSONE a prescindere da tutto e DEVONO essere rispettate e ascoltate L’impressione è che ai più non interessi nulla di questo “baratro” culturale nel quale sprofondiamo ogni giorno di più e invece si può vivere meglio di così, e lo PRETENDO. A me questo Paese non assomiglia per niente. Non mi sento rappresentata da ciò che normalmente propinano TV e giornali. Sono una disadattata Non si tratta di essere femmine o maschi si tratta di un problema globale di definizione della dignità di PERSONA e in piazza non dobbiamo andarci per far dimettere un Presidente che non ci rappresenta e non ci ha mai rappresentato o per un sistema politico che non ci piace ma per dire SI’ al recupero del RISPETTO per noi stessi e anche verso gli ALTRI che non hanno o non possono avere voce!!!! In sintesi scendere anche contro NOI STESSI che non siamo stati e non siamo capaci di fare una semplice cosa.. RISPETTARE IL PROSSIMO
    maria vittoria
    genova

  12. Rita Stanzione
    15 febbraio 2011

    La massiccia presenza delle donne alla manifestazione era la risposta che molte di noi volevamo leggere. L’adesione in presenza e l’approvazione per chi non ha potuto scendere in piazza non avevano bisogno di sbandierare un colore politico, avevano ragion d’essere semplicemente perchè “Siamo arcistufe di essere viste e trattate come giocattoli”, anche se si tratta di un’esigua parte rispetto al numero di donne fa lo stesso. Speriamo abbiano recepito anche solo una parte del messaggio le donne accondiscendenti che rendono facili certi giochi fin troppo perpetrati negli ultimi tempi. E non mi riferisco alle minorenni, che hanno bisogno di essere guidate e tutelate da chi forse non ha a cuore la loro migliore realizzazione come persone.
    Grazie, Maria Rosaria, hai dato voce, con il tuo bell’articolo, al pensiero di molte donne – e anche uomini, per fortuna!

  13. 15 febbraio 2011

    Personalmente la mia dignità, il mio valore, non passano attraverso l’immagine di donne che “scelgono” di fare di se stesse un oggetto per soddisfare il desiderio maschile, o una merce di scambio. Certo, non può e non dovrebbe essere questo un mezzo per ottenere qualcosa che richiede ben altri meriti, specialmente in un paese che vuole, e deve, essere meritocratico.
    Mi sento invece triste, desolata, schiacciata in quanto donna, quando una sentenza afferma che un’altra donna, picchiata,violentata e gettata in un fossato fangoso come carta straccia, forse non sarebbe morta ” se non si fosse difesa strenuamente”. Mi sento impotente in quanto essere umano quando una madre vede portare via il suo bambino dal seggiolone da chi, in attesa del terzo grado di giudizio per stupro e sequestro di persona, è libero, poi, di uccidere quel bambino. Sento svanire il valore di una donna quando un’altra mamma si vede portare via il figlio dagli assistenti sociali perché guadagna solo 500 euro al mese. La dignità di quella mamma sì che svanisce, insieme al diritto di quel fanciullo di starle vicino. Chi è sceso in piaza per loro? Quante donne si sono riunite per chiedere a un politico, a un magistrato, di dare loro la possibilità di ottenere, appunto, dignità? 
    Non posso dire di avere osservato con gioia la piazza di questi giorni, no. Questa è una piazza che ride. L’altra, quella del dolore di chi non solo è stato privato della dignità , del valore, ma anche degli affetti, o della vita, è una piazza che piange. E forse per questo, è sempre desolata. 

  14. Paola C
    17 febbraio 2011

    Dov’erano tutte queste donne , quando abbiamo chiesto loro di partecipare alle varie manifestazioni contro la VIOLENZA SULLE DONNE ?

    Non c’erano , non si sono presentate all’appuntamento per la tutela del diritto alla vita, si scomodano in migliaia contro un uomo( BERLUSCONI ) solo per fare POlitica.

    Sono indignata di questo ,non cè stata comprensione per chi si è vista UCCIDERE una figlia ,non capisco come mai si partecipa in massa per questa acclamata dignità di essere …..DONNA…. dimenticandosi che molte donne stanno chiedendo Giustizia per le loro figlie MASSACRATE.
    Concordo con Barbara B.
    La vera solidarietà femminile dov’è ???

  15. maria rosaria de simone
    17 febbraio 2011

    Intanto, vi ringrazio per l’attenzione. La tematica è importante. Sono anche contenta che i vostri interventi siano variegati e con differenti posizioni…questo aiuta a rendere la discussione sicuramente più costruttiva ed inoltre dà voce a diverse interpretazione.
    In un articolo non si può dire tutto, voi avete aggiunto quello che non potevo dire. ho iniziato l’articolo dicendo che pensavo che saremmo state in poche…lo pensavo con cognizione di causa, perché è da parecchio tempo che noto che le donne non sono mai unite…il 25 novembre ero in piazza, avanti al Ministero della Giustizia (c’è stata un’intervista a canale 5) con alcune mamme che hanno perso le figlie, uccise dai loro uomini e che ritengono che non sia stata fatta giustizia….sapete quante donne hanno aderito? Pochissime…sapete quante volte sono andata a fiaccolate per richieste serie e dolorose, anche davanti a vari tribunali per appoggiare mamme a cui volevano o hanno portato via i bambini, per un ordine ingiusto del tribunale?
    Paola, so che tu lotti tanto per aiutare le donne in difficoltà…e molte si salvano, so che tante donne sono in prima linea per tutelare i diritti dei più deboli…bisogna imarare a far sentire la nostra voce di donne, che può solo arricchire di umanità il mondo in cui viviamo…quindi concordo pienamente con voi…
    Ma è anche vero che domenica è accaduto un fatto nuovo…senza proclami dei sindacati e dei vari partiti politici, con un tam tam partito da internet, si sono mosse tantissime donne…donne che a roma hanno urlato il dolore di tante donne….si, avete ragione era una festa, le donne erano tutte vestite al meglio possibile, con gusto tutto italiano ed erano felici di ritrovarsi…in realtà sembrava piuttosto la festa delle famiglie…non è vero che sono scese in piazza solo le contrarie al presidente del consiglio, le ragioni erano molteplici…aggiungo solo che ho tanto provato la tentazione di salire sul palco e di dire quello che avete detto voi nei commenti….
    e non è detto che non si farà…grazie di nuovo…

  16. gioia
    22 febbraio 2011

    Ho aspettato un pò a fare il commento perchè sai sono molto critica e poi odio le ingiustizie, sai quando ho visto la manifestazione, cosa ho pensato?
    Dove erano tutte queste donne quando dovevamo fare la manifestazione contro la violenza sulle donne per avere giustizia? Per ottenere leggi che ci tutelino e possano dare una pena certa a quegli uomini che hanno ucciso le mogli,le fidanzate o le compagne? La manifestazione di solidarietà che dovevamo fare assieme a quelle mamme che si battono anche da 20 anni, per l’ingiustizia perseverante, e che mentre le loro figlie sono sotto tre metri di terra, gli assassini sono a piede libero.
    Come mai non ci siamo sentite in dovere di partecipare in massa per una legge che in fin dei conti ci interessa direttanmente, a noi donne?
    Tutti abbiamo delle figlie, a cui dobbiamo dare un futuro più sereno.
    Ed allora dico, donne alziamoci anche quando non c’ è un sentimento politico, perchè quale offesa più grande può esserci di farci massacrare ed uccidere? E’ l’offesa peggiore che potremo fare alla nostra persona e alla nostra dignità di donne e di madri.
    Questo è stato il mio sentimento……perchè noi ci siamo, e siamo tantissime ed allora coalizziamoci anche per quello che non ci tocca da vicino, perchè un domani potrebbe toccarci.

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