Il Cigno Nero: il lato oscuro della perfezione

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di Mario Masi

Un thriller psicologico ambientato nel mondo del balletto di New York, il CIGNO NERO – BLACK SWAN, diretto dal regista visionario Darren Aronofsky (quello di The Wrestler), ha come protagonista una ispirata Natalie Portman nei panni di Nina, una ballerina che si ritrova intrappolata in un viaggio terribile attraverso la sua psiche. Nina è completamente assorbita dal ballo. Vive assieme alla madre Erica, una ballerina in pensione (Barbara Hershey), che  conoscendo le debolezze  della figlia, la soffoca con la sua protezione asfissiante. Quando il direttore artistico Thomas Leroy (Vincent Cassel) decide di rimpiazzare la prima ballerina Beth Macintyre (Winona Ryder) per  Il lago dei cigni Nina è la sua prima scelta.

Ma c’è bisogno di una ballerina che possa interpretare il Cigno bianco con grazia e innocenza, ma anche il Cigno nero, ingannevole e sensuale. Nina si cala perfettamente nei panni del Cigno bianco, mentre la sua rivale Lily è la personificazione del Cigno nero. Una madre sempre incombente, una sessualità non vissuta negata, la paura di non esser perfetta, provocano in Nina delle ferite, la sua anima e il suo corpo sanguinano, si manifestano graffi sulla schiena, ferite su mani e piedi.

Nina non ha mai vissuto da adulta ma il ruolo della Regina dei cigni, questo le risveglia qualcosa, il bisogno di esplorare i suoi sentimenti più profondi e oscuri, che iniziano a scombussolare i fragili confini della sua mente. Come la Regina dei cigni che vuole incarnare, improvvisamente viene coinvolta in una storia di incantesimi, desideri e pericoli. “Nina è una gran lavoratrice ossessionata”, spiega Natalie Portman. “Non ha ancora sviluppato la sua personalità come ballerina e come giovane donna, ma progressivamente sta cambiando, mentre cerca di trovare la sua sensualità e una libertà personale. Allo stesso tempo, inizia a capire di essere incompleta, e questa era la sfida”.

“Quello che Nina desidera – prosegue la Portman – è la perfezione, una cosa che può esistere soltanto per un breve momento, ma come tutti gli artisti, lei è disposta a distruggersi per trovarlo. Quando cerca di diventare il Cigno nero, qualcosa di oscuro inizia a crescere dentro di lei e si trasforma in una crisi di identità, in cui lei non solo  non sa chi è realmente, ma i confini tra lei e le altre persone diventano confusi.  Incomincia a vedere se stessa ovunque”.

“Quando Nina inizia a ribellarsi contro tutte le barriere che la circondano”, continua l’attrice, “emerge questa paranoia che la porta in zone oscure, in cui non sa cosa le altre persone vogliano da lei e se stia perdendo la testa. Ho amato come la storia di Nina segua in parallelo Il lago dei cigni di Čajkovskij. L’ho vista come una ragazza che sta cercando di uscire da un incantesimo, tentando di liberarsi da tutti quelli che provano a definire chi è lei e cercando di capire veramente chi è come persona e come artista”. Oltre ad aver fatto ballo da giovane, la Portman ha anche studiato psicologia a Harvard, e ciò le ha permesso di avere una visione più profonda nella psiche in dissoluzione di Nina, consentendole di immergersi meglio nell’esperienza interiore e surreale di Nina.

L’addestramento che Natalie Portman ha dovuto affrontare per rendere le scene di balletto del film vigorosamente liriche, oltre che piene di una tensione crescente è stato veramente intenso: dieci mesi per cinque ore al giorno.  “Il balletto è qualcosa per cui devi iniziare ad allenarti quando hai quattro o cinque anni, cambia i corpi e li trasforma – afferma Darren Aronofsky E’ veramente difficile che un’attrice che non abbia vissuto questa esperienza possa interpretare una ballerina professionista in maniera convincente. Sono convinto che questo lavoro fisico le abbia permesso di trovare un collegamento con l’impegno emotivo che doveva esprimere”.

“Ho fatto moltissima danza, ma anche nuoto, allenamento con i pesi e corsa, così da non infortunarmi, visto quanto è duro il balletto per il corpo”, spiega la Portman. “E’una sfida incredibile, cercare di perfezionare il balletto a 28 anni. Anche se hai preso lezioni di ballo prima, non capisci quello che significa essere a un livello altissimo. Ogni piccolo gesto deve essere molto preciso e pieno di grazia e leggerezza. Sapevo che sarebbe stata una sfida, ma non mi sarei mai aspettata che si rivelasse cosi dura”. “La storia affronta anche il timore di Nina di perdere quello che è “ spiega il regista. “Penso che chiunque possa identificarsi con questo aspetto. Nina è completamente sopraffatta da queste paure, fino a quando la sua realtà non diventa inseparabile dal personaggio che interpreta”.

Il trailer del film

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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