Ladri di cadaveri: la nuova brillante commedia horror di Landis

Di Valeria Ferraro


Uccidere per sopravvivere, favorendo la ricerca medico-scientifica il cui fine è quello di salvare o quanto meno prolungare la vita dell’uomo. Non è solo l’ultima commedia horror del regista John Landis, che uscirà in tutte le sale italiane a partire dal 25 febbraio, ma è una contraddizione che richiama una vecchia storia.“Burke & Hare” (Ladri di Cadaveri), si ispira alla reale vicenda di due famosi truffatori che si ritrovano per caso nel proficuo business di cadaveri, molto richiesti dalla prestigiosa facoltà di medicina della brillante Edimburgo del XIX secolo.

Dal film Ladri di cadaveri (Burke and Hare) di John Landis

Mancano solo i corpi, che i dottori della città cercano disperatamente per le loro lezioni di anatomia. Fallita l’ennesima impresa commerciale, i due complici si imbattono in un cadavere di cui riescono a liberarsi con profitto vendendolo al Dottor Knox, il quale li esorta a portargli qualsiasi altro “sfortunato” capiti loro sottomano. Malgrado i tentennamenti del più sensibile Burke, i due organizzano una serie di “incidenti” mortali per alcune sfortunate persone del posto. Le macabre quanto esilaranti vicende si illuminano quando il rosso del sangue diventa il rosso dell’amore. Spinto dalla promessa di una storia con la bella Ginny, Burke ancora di più si impegna per garantire un flusso costante di corpi e il denaro inizia ad affluire copioso. Le autorità però si avvicinano proprio quando i due decidono di avviare un’attività onesta con i soldi accumulati. La tensione sale quando Knox viene arrestato per aver sezionato dei ben noti esponenti locali e coinvolge immediatamente i suoi fornitori di freschi cadaveri. Burke e Hare attendono con ansia in cella, mentre la folla si raduna esigendo il loro collo. Sarà un gesto folle, ma romantico quello con cui  Burke redimerà con stile la sua esistenza.

“È divertente, cupo, e c’è anche del romanticismo. È uno di quei film che racchiude molti generi. A volte è cruento, a volte è molto tenero, a volte è tragico, ma spesso è esilarante. Credo sia un film fantastico per chiunque ami il cinema”. Così lo definisce il protagonista Simon Pegg (nel ruolo di Burke) che si mostra interessato al labirinto morale della sceneggiatura: “È molto complesso ciò che riguarda quello che il pubblico dovrebbe provare per Burke e Hare. Sono omicidi, e il copione non lo nega mai, ma t’incoraggia a provare simpatia per loro, il che è interessante, perché ciò che fanno è moralmente reprensibile, ma dato che vengono ritratti come esseri umani, mentre delle vittime non si viene a sapere nulla, inizi a provare pena per loro. Alla fine ti rendi conto che sono assassini, ma un altro tipo di assassini. Nel contesto della storia c’è il giustiziere che uccide per soldi, ci sono i dottori Knox e Monroe che non hanno scrupoli e poi ci sono i gangster, quindi ci sono molti preconcetti che vanno rivalutati.” D’accordo anche l’altro protagonista Andy Serkis (Hare): “anche se Burke e Hare sono degli assassini, non sono veramente i cattivi dell’opera. I cattivi del film sono l’aristocrazia, le persone che ottengono i veri profitti dai cadaveri.”

Nulla di machiavellico, nessun serial Killer, nessuna psicopatia: non si uccide per soddisfare un reale difetto psicologico. I buoni diventano i cattivi e il pubblico viene quasi incoraggiato a fare il tifo per questi due moderni Stanlio e Ollio che cercano semplicemente di sopravvivere invocando il diritto per tutti di guadagnarsi da vivere. Ricco di metafore e simbolismi, arguto e intelligente, Jhon Landis torna regalandoci un horror perfettamente in tono con la sua cifra stilistica, elegante e mai sopra le righe, che commuove e fa sorridere, tutto quello che si può chiedere ad un film. E col favolistico inserimento di una nota sentimentale, a grande distanza dai suoi capolavori, Landis ci dimostra ancora che per amore, tutto è possibile.

Il trailer del film