Lo sguardo delle donne violate: stalking e dintorni

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Di Maria Rosaria De Simone

Ci troviamo oggi ad affrontare una serie di problematiche ed emergenze sociali di grande rilevanza. Tra queste, una delle più inquietanti è il tema della violenza sulle donne, che dilaga in maniera impressionante e ci presenta il conto di un numero altissimo di donne che muoiono per mano di uomini violenti e di vittime che hanno subito abusi e violenze di ogni genere. Violenza intrafamiliare ed extra familiare, sempre più strisciante, nascosta nelle pieghe dei rapporti malati, protetti dal silenzio e dal chiuso stantio delle mura domestiche.Violenza di ex respinti, che non accettano di perdere l’oggetto dei loro desideri. In Italia, nonostante la ricerca di giustizia attraverso leggi che garantiscano i diritti umani per tutti, ancora oggi servono leggi specifiche per una tutela che spesso sembra non esserci. La legge sullo stalking, ad esempio, che per la maggior parte serve per tutelare proprio le donne, è stato un passaggio fondamentale per porre una lente di ingrandimento sulla questione degli intenti persecutori che vanno a ledere i diritti alla sicurezza, alla tutela, alla difesa ed all’incolumità sia fisica che psicologica delle donne violate.

Di tutto questo si parlerà sabato 26 febbraio a Latina, alle ore 15.00, nella Sala del Circolo Cittadino, a Piazza del Popolo, in un convegno dal titolo “Lo sguardo delle donne violate”,  promosso dal centro antiviolenza ‘Valore Donna’ e aperto gratuitamente a tutti coloro che volessero intervenire. E’ la prima volta che si organizza nella città un evento su una tematica così delicata. Il convegno è stato accolto favorevolmente anche dall’Ordine degli Avvocati di Latina e  gli avvocati partecipanti potranno ottenere dei punti di credito. L’idea del convegno è nata il 25 novembre, giornata contro la violenza alle donne, ad un sit-in che avevo organizzato insieme ad alcune mamme di ragazze uccise da uomini violenti, che davanti al Ministero della Giustizia, chiedevano giustizia per le loro figlie morte e la certezza della pena per i loro assassini.

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Quel giorno ero con loro. Sole, contro una giustizia che spesso ha difficoltà a rendere soddisfazione alle vittime. Sole, davanti alle telecamere canale 5, che riprendeva i loro dolorosi racconti. Lì ho pensato che fosse giusto dar voce alle storie delle ragazze uccise, non per una spettacolarizzazione del problema, ma per operare una riflessione seria e costruttiva, che aiutasse le tante vittime di violenza ad uscire dal silenzio. Con me e con le mamme c’erano anche Valentina Pappacena,  Presidente del centro antiviolenza ‘Valore Donna’ di Latina ed il dott. De Angelis, responsabile dello stesso centro. E proprio con loro è partito il progetto del convegno. Al convegno interverranno a raccontare le loro testimonianze, Letizia Marcantonio, madre di Rossana Wade, barbaramente uccisa dal fidanzato, Francesca Baleani, percossa dall’ex marito, rinchiusa in un cassonetto e miracolosamente scampata alla morte,  Alfonso Frassanito, padre di Carmela, morta suicida a soli 13 anni, dopo essere stata abusata da alcuni ragazzi. Interverranno L’avv. Nichy Persico, Presidente di Light on Stalking, l’avv. Paola Balducci, l’avv. Francesca Curatola, legale del centro ‘Valore Donna’ ed il giornalista  Beppe Stallone, di Antenna Sud. Presenterà il convegno Valentina Pappacena, Presidente di ‘Valore Donna’. Io  ne sarò la conduttrice. La violenza si nutre dell’indifferenza e del silenzio delle donne. Il convegno sarà un’ottima occasione per riflettere ed aiutare ad uscire dal silenzio, per operare una denuncia. Sicuramente, cari lettori, dopo il convegno vi racconterò le storie delle donne che intervisterò al convegno. E ci sarà di che riflettere.

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

5 Comments

  1. Snobby
    24 febbraio 2011

    In questo clima generale dove vengono negati i fatti di violenza da parte di molte associazioni, non viene data giustizia alle vittime attraverso indulti, pene ridicole e scoti vari, il lavoro per sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica è immane. Grazie e tutti voi che date voce a queste problematiche, che attualmente passano in lampi televisivi dei tg e poi vengono dimenticate dai più. grazie

  2. letizia
    24 febbraio 2011

    io mamma di Rossana, dico che noi mamme abbiamo bisogno e diritto alla giustizia, perchè vogliamo che le nostre figlie o nopoti o cugine, oppure vicine di casa non vengono più a mancare per mano altrui ma solo Dio può fare una cosa del genere e non l’uomo, perchè il dolore non è lo stesso, questo è dolore più rabbia per l’indifferenza della giustizia, perciò abbiamo organizzato il comvegno, e li verrà patrizia un’altra mamma di vicino Napoli, e Angela Castellano un’altra mamma di nunzia castellano, ma verrà un ex giudice Matio Cevoletto, e Aldo Saudelli un simpatizzante, eSerpico de Pasquale che è contro la malagiustizia italiana, ma non è giusto dire a me non capiterà mai, mai dire mai, ve lo auguro che non accade mai, perchè vi giuro che è un dolore troppo grande da perdonare, aiutateci unitevi a noi

  3. Paola Caio
    25 febbraio 2011

    AMMZZATA………Si uccisa a calci e pugni, lasciata morire come un cane sul freddo pavimento della cucina senza dare più segni di vita,nella totale indifferenza del suo assassino, e mentre aspettava la morte di Monica , se ne stava li seduto, una sigaretta dietro l’altra, aspettando di vederla morire piano piano……….. dissanguata.
    Questa è la fine orrenda di mia figlia, non avrei MAI pensato che una storia d’amore finita in malo modo, causasse tanta crudeltà da parte di chi aveva giurato d’amarla per sempre.
    Il suo assassino ora si trova in carcere, Giampaolo Regazzini stà scontando una pena irrisoria per l’efferato delitto che hà commesso, ma la Legge và rispettata, dicono gli Avvocati, ma quale Legge ? quella buonista, quella che tutela il criminale, dimenticandosi di noi familiari,lasciati soli dalle Istituzioni.
    A breve uscirà dal carcere, libero di rifarsi una vita,tra meno di un anno potrà godere della libertà concessa proprio dalla Legge che avrebbe dovuto PUNIRLO in modo esemplare, condannando mè e tutta la mia famiglia all’ERGASTO ………DEL DOLORE.

    Cosa mi aspetto da questo Convegno ?

    Penso che questo convegno sia nato dalla consapevolezza che si debba dar voce a chi voce non hà più,noi madri, familiari , siamo stanchi,sfiniti dalla sofferenza, abbiamo l’urgenza e la necessità che qualcuno si occupi di noi,e si attivi seriamente di interagire con chi di dovere,per debellare almeno in parte a questo dramma, sicuri che in questo convegno davanti a personaggi della Politica Italiana,dei Legislatori si porti alla luce, la drammaticità del tema della violenza, cercando magari a una soluzione punitiva che indichi alla ” Certezza della pena ”

    Sò per certo che ci sono relatori preparati,disposti a mettere in evidenza questo dramma , puntando a una soluzione Legislativa idonea al caso, non più in modo superficiale ma garantendoci un minimo di Giustizia.
    Paola Caio, madre di Monica Da Boit

  4. maria rosaria de simone
    26 febbraio 2011

    sto partendo ora per il convegno, Letizia tu racconterai la storia di tua figlia…paola, stanne certa…daremo voce a tutte le ragazze che non hanno più la possibilità di avere voce. Racconteremo la storia di tua figlia monica….e, lo posso dire ora, faremo vedere un corto che ha vinto il festival di Fermo, dove monica chiede aiuto al 113 e dove tu racconti il dramma.
    Spero che questo serva ad uscire dai brevi spazi che solo la televisione offre e che produce in tutti pena e dolore, ma che poi non dà seguito ad una riflessione seria. E’ questo che tenteremo di fare al convegno…provare a riflettere per un serio cambiamento culturale, e chiedere alla politica di intervenire..

  5. gordana
    26 febbraio 2011

    Prima cosa-finche ce corruzione non ce giustizia per noi donne vittime!Quanti violentatori e stolker escono puliti!!!! Non ce certezza della pena e in nostri casi giustizia non esiste purtropo per nessuna di noi!Questa e realta.

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