E alla fine arriva Hermann, l’ultimo album di Paolo Benvegnù

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di Drovandi Deejai (Radio Piffero)

L’antidoto al torpore dell’italico melò sanremese, il provvido consumatore lo scoverà, nascosto in un angolino della mensola del miglior negozio di fiducia, un cd con un’immagine inconsueta: un frate smesso si copre il volto con le mani a rendere un senso di ancestrale commiserazione. E’ “Hermann”, protagonista dapprima del romanzo scritto 40 anni fa da un ingegnere sparito su di una baleniera alla Saint-Exupery, e al dipresso figura cardine del nuovo long playing di Paolo Benvegnù, a stretto seguito da“Dissolution” , “500”, “Le labbra” a testimoniare la sua genuina e prolifica ispirazione. Rintanato che si fu nei monti sloveni in mezzo alle roverelle e agli orsi, alla conquista di un qualche assoluto, Paolo e i suoi Paoli ne discesero a valle con un disco di assoluta qualità, il cui timbro della voce reca marchio incontraffabile. Possiamo considerarlo uno dei migliori autori contemporanei  del Bel Paese. Hermann è una summa del Benvegnuesimo, che non si périta di ripescare le citazioni del passato per offrire un paradigma di sé anche a chi si apprestasse a scoprirlo con dieci anni di ritardo.

Come non rinvenire, e qui dico a quelli benvegnuti da tempo, il sentimento delle cose in “Io ho visto”? Come non rammentare 5oo nelle svisate della tastiera seventies di “Andromeda Maria”?? Ne vien su un disco coeso ove i pezzi si convalidano l’uno dietro l’altro senza vaso d’argilla, con il tasto FF cue che rimane intonso e virginale. Non ci troverai magari il pezzo rutilante e d’avanguardia, ma questo è un disco boschivo, che sa d’ambra e di resina.  Il cantato è al solito pànico, immaginifico e suggestivo. Nota di merito al batterista Franchi Andrea il quale, riuscendo a mantenersi serio per 3:24, canta il pezzo finale “L’invasore” in maniera sostenibilmente credibile. Una parola può racchiudere la bonomia che pervade noi aficionados che incontrando Hermann sentiamo di ritrovare un vecchio sodale, noi da sempre grati alla bravura del Benvegnù: bentornà!

Hermann(2011)- La Pioggia Dischi: Paolo Benvegnù (chitarra e voce), Andrea Franchi (batteria e organo), Luca Baldini (basso e contrabbasso), Igor Cardeti (chitarre), Guglielmo Ridolfo Gagliano (chitarre e violoncello), Simon Chiappelli (trombone), Filippo Brilli (sax) e Michele Pazzaglia (fonico).

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

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