‘Non lasciarmi’, la favola gotica tratta dal romanzo di Ishiguro

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di Paolo Cappelli


Non lasciarmi di Mark Romanek (2010)

“Non lasciarmi” (Never let me go, traduzione di Paola Novarese, pp.291, euro 17, 50) , è il titolo dell’opera letteraria del visionario Kazuo Ishiguro, scrittore anglo-giapponese, premiato dalla prestigiosa rivista Time come miglior romanzo del 2003. Mirabile la sua capacità di dosare emozioni e parole, con estrema cura e sapienza, nel lugubre stile del romanzo gotico.  Al romanzo di Ishiguro si è ispirato il film di Mark Romanek, uscito in tutte le sale italiane il 25 marzo. Nella favola gotica Tommy, Ruth e Kathy, vivono come orfani in un misterioso castello, allevati ed educati alla bellezza scopriranno solo alla fine di essere dei cloni: corpi da operare per prelevarne gli organi vitali, destinati a uomini potenti e ricchi.

 

Fin dall’inizio del film si percepisce che nell’amicizia tra  Kathy (Carey Mulligan), Ruth (Keira Knightley) e Tommy (Andrew Garfield) esiste un’eccezionalità del legame, una percezione che troverà conferme solo nella rivelazione finale del film. Ad unirli però sarà, oltre al triste destino, anche l’amore.  Ishiguro parlando del clone del romanzo, lo definisce come  “un acceleratore della vita che ci dovrebbe far capire in poco spazio che cosa e’ la vita, quale e’ il rapporto tra noi e la creazione, quale sara’ il nostro destino”.

“Non lasciarmi”, tuttavia, è troppo raffinato per fare paura e troppo artificioso e irreale per essere tragico. Ma il punto non è questo. Ciò che il film riesce a far bene è fotografare la quintessenza dell’essere inglesi, in particolare l’accettazione supina dell’autorità, la lealtà incrollabile all’infelicità e, all’approssimarsi della morte, il non opporsi al lento disfarsi della vita, quasi fosse un obbligo sociale.

Il futuro che il governo ha deciso per loro non sarà rivelato mediante una scena finale ad effetto, così come ci hanno abituato film come “Il sesto senso”. Esso è evidente fin dall’inizio, ma abilmente nascosto tra le pieghe della storia e della vita quotidiana che osserviamo sullo schermo. Il segreto è misterioso, orribile e allo stesso tempo accettato ai protagonisti: è come la morte, realtà che tutti conosciamo come spaventosa e terrificante, ma che non ignoriamo e che consideriamo, ogni giorno della nostra vita, un evento fatalistico e imprevedibile.

La tesi di Ishiguro sull’arrendevolezza umana emerge potentemente dal libro, ma molto meno dalla sceneggiatura. Ciò è dovuto in parte alla contrazione imposta dai tempi cinematografici, ma soprattutto al fatto che gli adattamenti di Garland per altri film (28 giorni dopo, Sunshine) sembrano scritti troppo in fretta e in maniera poco riflessiva.

Never Let Me Go

Anno: 2010

Durata: 103 minuti

Regia: Mark Romanek

Sceneggiatura: Alex Garland

Cast: Andrew Garfield, Carey Mulligan, Charlotte Rampling, Keira Knightley, Sally Hawkins

Il trailer del film

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

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