Giappone sismico e nucleare: un disastro annunciato?

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di Monica Capo

A poco più di due settimane dal grave incidente ancora irrisolto della centrale di Fukushima, causato dal sisma/tsunami dell’11marzo, circa 300 persone, in prevalenza mamme con bimbi, hanno protestato ieri  a Tokyo contro la centrale nucleare di Hamaoka, nella prefettura di Shizuoka. Quello di Hamaoka è un altro impianto ritenuto «ad altissimo rischio», distante solo 200 km a sud di Tokyo e a 120 dalla popolosissima Nagoya, costruito sul punto di congiunzione delle placche tettoniche.

Già il 23 febbraio 2005, il professore Katsuhiko Ishibashi dell’Università di Kobe, comparso dinanzi alla Commissione bilancio della Camera dei Deputati aveva sottolineato i rischi di gestione degli impianti nucleari nel Giappone sismico. Aveva sostenuto che un eventuale terremoto e la sua spinta sismica avrebbero potuto colpire più parti (di una centrale nucleare) e indurre non uno, ma una serie di guasti a catena. Ishibashi, esperto di scienze della Terra e planetarie, aveva aggiunto che tale scenario poteva addirittura mettere fuori uso anche il sistema di backup di sicurezza e possibilmente portare a un “incidente grave”, come il surriscaldamento del nocciolo del reattore o addirittura a una fusione nucleare.

Appelli come questo di Ishibashi e di altri esperti sono rimasti in gran parte inascoltati. La previsione di Ishibashi di una catena di disastri si è dimostrata fin troppo profetica. Due settimane dopo la tragedia che ha colpito la regione di Tohoku, la situazione nell’impianto di Fukushima è peggiorata al punto tale che l’incidente ha provocato la contaminazione di verdure e acqua del rubinetto fino a Tokyo, così come altre fuoriuscite di materiale radioattivo. Tokyo Electric Power Co. ha detto subito dopo il terremoto che lo tsunami era stato più grande di quanto si potesse immaginare, ma gli esperti dicono il contrario e sostengono che le indicazioni erano chiare a chiunque le volesse vedere.

Anche oggi Tepco, si scusa per gli errori nella stima di concentrazione di sostanze radioattive nel reattore n.2. Aveva reso noto che erano pari a 10 milioni di volte i valori soliti: sono, invece, rivisti a 1.000 millisievert/ora, pari a 100mila volte, un livello comunque pericoloso e tale da giustificare l’evacuazione dei tecnici.  Intanto come rivelano fonti del governo, risolta l’emergenza di Fukushima, che al momento e’ la priorita’, si fara’ una revisione ad ampio raggio sul nucleare. Gli esperti confermano la fusione parziale del nocciolo del reattore due mentre l’Aiea parla di un allarme che potrebbe durate mesi.

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

2 Comments

  1. titty
    28 marzo 2011

    Cosa dire….sono una mamma e capisco benissimo le paure di queste donne e dei propri bimbi….posso solo immaginare come stanno vivendo le famiglie dell’intero Giappone….IO SONO CON VOI E COMBATTO IN SARDEGNA CONTRO LE CENTRALI NUCLEARI…..SI PUO’ VIVERE utilizzando altre fonti di energia pero’ i nostri cari politici preferiscono mettere a rischio la popolazione ma RIEMPIRSI LE TASCHE….CHE tristezza lasciare tutto questo ai nostri figli….siete dei MOSTRI!!

  2. 28 marzo 2011

    Il nostro governo ritiene sicure le centrali odierne, così come fa il governo francese; non ho letto dichiarazioni da parte di filonuclearisti che si propongono di ricostruire le centrali giapponesi distrutte.
    Se veramente sono così vantaggiose e sicure come mai non propongono al Giappone di sostituire quelle vecchie con gli ultramoderni EPR che hanno rifilato all’Italia?
    Vorrei avere davanti Chicco Testa per…
    domandarglielo

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