Mal d’Africa in Italia

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di Francesco Corbisiero


C’è sempre un leghista più leghista che abita più a Nord di te. E, inevitabilmente, ti frega. Dovrebbe aver realizzato pittosto bene il significato di questo concetto il Ministro dell’Interno Maroni, quando i rappresentanti dell’Unione Europea, Francia e Belgio in testa, hanno bocciato le richieste d’aiuto italiane in merito all’emergenza immigrazione che ha visto in prima linea sul fronte interno nelle scorse settimane anche il Premier, a promettere, in un mirabolante comizio in bilico tra il comico e il farsesco, il possibile e l’irrealizzabile agli abitanti lampedusani.

La bocciatura europea delle proposte italiane ha scatenato l’ira del ministro, che si è chiesto che senso avesse rimanere in Europa. L’ira del ministro ha, a sua volta, suscitato la reazione indignata del Presidente della Repubblica che ha reputato sbagliato ipotizzare l’uscita dall’Unione, invitando a decisioni comuni in tema di permessi temporanei per i migranti. Risultato? Posizione del governo non ancora pervenuta, soluzioni non ancora messe in atto. Tranne quella, approssimativa e arruffona, di sgombrare Lampedusa dai clandestini, per portarli però nei vari centri sparsi in giro per l’Italia. A Manduria si è verificata una fuga di massa dalla tendopoli dove erano stati smistati i profughi africani. Ovvero: il trucco di nascondere la polvere sotto il tappeto, sperando che nessuno se ne accorga non ha funzionato ancora una volta, mostrando la superficialità con cui il governo sta gestendo il flusso dal Nord Africa. E, come se non bastasse, ciliegina sulla torta: il sottosegretario Mantovano ha minacciato le dimissioni in polemica con la decisione del suo stesso esecutivo sul numero di immigrati da ospitare in provincia di Taranto. Insomma, un quadro desolante di indecisioni, incompetenze e parole strozzate in gola.

La decisione dell’Europa è controproducente per il nostro Paese, in quanto ci lascia ad affrontare la crisi dell’immigrazione da soli (ma un governo che possegga credenziali minime di competenza e serietà avrebbe saputo come fronteggiarla lasciando da parte i campanilismi e i proclami da campagna elettorale del partito più chiassoso e forcaiolo del Continente ), ma sensata. Se fossero stati istituiti i permessi temporanei avremmo dovuto subire esodi biblici e l’Italia sarebbe stata, ancor più di quanto non lo sia già, il corridoio necessario e obbligato verso altri Paesi, la porta attraverso cui passare per entrare in Europa. Da qui la decisone dei 27 Paesi, che ha messo a nudo l’incompetenza leghista nel far fronte alla situazione, chiaramente riscontrabile nello scaricabarile sulle istituzioni comunitarie. Nel frattempo, per rendere un po’ più frizzante il dibattito politico e per mostrare che la Lega Nord sa fare la faccia dura (dopo aver proclamato per anni di aver duro qualcos’altro) di fronte al proprio elettorato in materia di ‘bingo-bongo’ (non stupitevi per il linguaggio colorito, è una terminologia squisitamente padana), l’europarlamentare Speroni, incoraggiato dal collega Castelli, dichiara che sarebbe auspicabile, all’occorrenza, usare le armi contro i barconi che si avvicinano verso le coste italiane. A completare il corollario di aberrante xenofobia ci pensa il gruppo razzista del Veneto Fronte Skinheads con due striscioni di protesta a Genova.

La domanda è: che razza di Paese stiamo diventando se l’ignoranza e la barbarie si diffondono quotidianamente e la paura del diverso, la paura dell’altro ci divora vivi ogni santo giorno tanto da farci perdere ogni barlume di umanità e civiltà cristiana?

All’esplodere della guerra in Libia, un’amica, allarmata per i crescenti sconvolgimenti nel contesto internazionale, mi chiese cosa pensavo sarebbe successo. Le risposi che la guerra e le rivoluzioni nel Maghreb avrebbero portato decine di migliaia di persone (perché – ricordiamolo – sono persone, non capi di bestiame da trattare a piacimento) verso i nostri confini e poi dentro i nostri confini e che se l’Europa non avesse preso decisioni importanti per aiutarci e venirci incontro, ce li saremo dovuti tenere, con tutte le conseguenze del caso, compresa la recrudescenza di fenomeni della tipologia sopra elencata. Arrivai a dirle che una situazione del genere, amplificata da una certa informazione debitamente asservita, avrebbe portato, come risultato delle urne, a una netta affermazione del partito di Bossi, a scapito di un Pdl sempre più debole e logoro. E questo non solo alle prossime elezioni amministrative.

Ecco, affermato ciò, che dimostra quanto i nostri governanti siano miopi, dato che anche un ragazzo di 20 anni con la licenza media superiore come titolo di studio ha saputo prevedere e capire, a differenza di chi siede in Parlamento e a Palazzo Chigi, gli esiti di un contesto come quello della guerra in Libia (come saprebbe fare chiunque abbia una capacità di visione degli eventi a lungo termine e come dovrebbero saper fare anche i nostri politici), io invito fortemente, col cuore, tunisini, egiziani, libici, algerini e tutti gli altri, di qualsiasi nazionalità siano, a non salire su quelle carrette del mare, a non raggiungerci in questo Paese. Perché avere la possibilità di un prossimo Presidente del Consiglio leghista è già intellettualmente e moralmente demotivante per le prospettive future di un italiano, figuriamoci per quelle di uno straniero.

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

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